Geoeconomia/Massolo

Realpolitik. Il disordine mondiale e le minacce per l’Italia – Giampiero Massolo & Francesco Bechis – Solferino (2024)


Lo chiamavano «terzo mondo». Oggi non si usa piu’.
E poi, e’ ancora cosi’, numeri alla mano?
L’India di Narendra Modi cresce di sei, sette punti percentuali di Pil all’anno. Nel 2030, secondo Standard and Poor’s, sara’ la terza economia del pianeta.
Qualcosa non torna. Suona meglio «Global South», il Sud globale? Sembra una self-fulfilling prophecy, una delle tante «profezie» teoriche che ogni tanto si avverano da sole. Anche questa volta?
Dopotutto cos’hanno in comune il Brasile e il Sudafrica, l’Ecuador e il Sudan, l’Egitto e la Nigeria? Cosa c’entra l’India, una nazione da un miliardo e mezzo di abitanti, con Vanuatu, una piccola isola nel Pacifico, che ne conta appena 300.000? Apparentemente nulla.
In realta’, qualcosa in comune c’e’. Un filo sottile unisce questi Stati cosi’ lontani e diversi tra loro, spesso divisi da rivalita’ ancestrali. Votano insieme all’Onu.
Si rifiutano di sanzionare la Russia per l’invasione dell’Ucraina. S’indignano per la devastazione della Striscia di Gaza compiuta dall’esercito israeliano. Attribuiscono all’Occidente la responsabilita’ del cambiamento climatico, del quale subiscono le conseguenze. Commerciano con l’Est e con l’Ovest, a seconda delle convenienze: il gas russo, gli investimenti cinesi, le garanzie di sicurezza americane e viceversa.
Insieme, formano lo sconfinato e frastagliato fronte della comunita’ internazionale che non vuole scegliere fra Cina e Stati Uniti. O almeno, non definitivamente.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/realpolitik-di-giampiero-massolo-e-francesco-bechis/
https://www.agi.it/estero/news/2024-05-30/libri-realpolitik-massolo-attrezzarsi-per-un-mondo-anarchico-26583006/

https://www.ilmessaggero.it/libri/realpolitik_il_libro_che_mette_ordine_al_disordine_mondiale-8109413.html
https://formiche.net/2024/06/recensione-di-realpolitik-massolo-bechis/#content
https://blog.ilgiornale.it/franza/2024/06/15/realpolitik-il-disordine-mondiale-e-le-minacce-per-litalia-il-libro-dellambasciatore-massolo-e-del-giornalista-bechis/

Geoeconomia/Chomsky

Noam Chomsky – Ottimismo (malgrado tutto). Capitalismo, impero e cambiamento sociale – Ponte alle Grazie (2018)

La Turchia e’ per ovvie ragioni un alleato molto importante degli americani, tanto che durante la presidenza Clinton e’ diventata la principale destinataria delle armi statunitensi (dopo Israele ed Egitto, che sono una categoria a parte).
Gli armamenti fatti arrivare da Clinton servirono alla Turchia per la sua campagna di massacri, devastazioni e terrorismo contro la minoranza curda.
La Turchia e’ altresi’ un grande alleato di Israele dal 1958, e questo rientra nella piu’ ampia alleanza tra gli Stati non arabi, sotto l’egida americana, volta a proteggere i dittatori al potere dal cosiddetto «nazionalismo radicale», in altre parole dal popolo, per garantire il controllo sulle principali fonti di energia mondiali.
Qualche volta, tuttavia, sono sorte tensioni nelle relazioni tra Turchia e Stati Uniti. In particolare durante i preparativi dell’invasione americana in Iraq […]
Qualche tensione c’e’ anche oggi, ma l’alleanza e’ solida. La Turchia e’ naturalmente proiettata verso le relazioni con l’Iran e l’Asia centrale e potrebbe volerle perseguire, magari inasprendo nuovamente le tensioni con Washington.

Geoeconomia/Arlacchi

Pino Arlacchi – I padroni della finanza mondiale. Lo strapotere che ci minaccia e i contromovimenti che lo combattono – Chiarelettere (2018)

Al di fuori del perimetro occidentale, la scelta strategica di maggiore rilievo effettuata dagli Stati Uniti agli albori della pax americana riguardo’ il Medio Oriente.
La decisione di contrastare, invece che di favorire, l’ondata nazionalista che si sollevo’ dopo la Seconda guerra mondiale nei due paesi chiave della regione, l’Iran e l’Egitto, fu gravida di conseguenze negative.
E’ qui che vanno rintracciate le radici della piu’ grave sindrome di politica estera corrente: il binomio terrorismo islamico-crisi mediorientale.
Il mondo di oggi sarebbe piu’ vivibile se nei primi anni Cinquanta del secolo scorso gli Stati Uniti e la Gran Bretagna non avessero effettuato una serie di scelte sbagliate a proposito del nazionalismo mediorientale e dei potentati della penisola arabica.
Il mancato sostegno a Mohammad Mossadeq in Iran e a Gamal Nasser in Egitto quando questi personaggi sono emersi come i leader delle legittime aspirazioni dei loro popoli ha indirizzato la storia del Medio Oriente nella direzione nefasta che conosciamo. La decisione di rovesciare Mossadeq e di ostacolare Nasser, mobilitando contro di lui la destra islamica e l’associazione fondamentalista dei Fratelli musulmani, ha lasciato nei due maggiori paesi della regione una scia di rancore e di odio che ha alimentato quei sentimenti antioccidentali su cui si basa il reclutamento odierno dei quadri di Al Qaida, Isis e soci.[…]
E si e’ rivelata una follia aggravata da un altro errore strategico: quello compiuto dagli Stati Uniti nel sostenere la monarchia saudita come contrappeso al nazionalismo persiano ed egiziano.
Questa scelta, riconfermata da Donald Trump, ha implicato l’instaurazione di un legame con il fanatismo wahabita sponsorizzato dall’establishment saudita che ha acutizzato molti problemi del Medio Oriente di oggi […]
Questa catena di errori strategici ha contribuito, direttamente o indirettamente, alla nascita della teocrazia khomeinista, alla distruzione dell’Afghanistan, al riarmo dell’Iraq di Saddam Hussein, al terrorismo di Osama Bin Laden e soci, alla tragedia della guerra civile siriana.
L’obiezione che senza queste decisioni non ci sarebbero stati il petrolio per l’Occidente e la sconfitta del comunismo stalinista in Russia non regge di fronte al fatto che ne’ Mossadeq ne’ Nasser erano dei rivoluzionari, e che l’Unione Sovietica non aveva bisogno ne’ del petrolio mediorientale ne’ di una vittoria su uno scacchiere secondario del Terzo mondo.
La partita decisiva della Guerra fredda, infatti, non fu giocata nel Medio Oriente, ma in Europa.

Info:
https://www.interris.it/news/esteri/chi-sono-i-padroni-della-finanza-mondiale/
https://www.edizionipolis.it/magazine/2019/03/29/economia-e-finanza-mondiale-arlacchi-il-neoliberalismo-oggi-vive-una-profonda-crisi/