Capitalismo/Brancaccio

Libercomunismo. Scienza dell’utopia – Emiliano Brancaccio – Feltrinelli (2026)


La prezzatura capitalistica dell’attivita’ scientifica incontra un solo limite: il rischio.
Come evidenziato dagli studi di Mariana Mazzucato, Joseph Stiglitz e altri, l’elemento di rischio dell’attivita’ scientifica rimane quasi sempre a carico delle autorita’ pubbliche. Come e’ accaduto nel caso degli studi di frontiera contro la pandemia da Covid-19 e in mille altre circostanze.
Per Boris Johnson, la salute pubblica e’ garantita dall’avidita’ di profitti delle aziende farmaceutiche. Ma la verita’ e’ che i centri di ricerca privati investono in innovazioni dall’esito incerto solo perche’ i bilanci statali coprono i rischi connessi. Altrimenti non muovono un dito.
Piu’ di ogni altra macchina dell’accumulazione, la scienza capitale privatizza i profitti e socializza le perdite.[…]
Imporre prezzi capitalistici al modo di produzione della scienza significa deviare la destinazione degli investimenti. Tra una scoperta che dia bassi profitti attesi e alti benefici collettivi nel lungo periodo e una scoperta che al contrario crei profitti alti e immediati e bassi benefici collettivi, il capitalismo scientifico deve per forza scommettere su quest’ultima.
Ed ancora, la logica della scienza capitale stravolge la distribuzione del progresso scientifico sulle diverse classi sociali. Il capitalismo scientifico, cioe’, non solo innova poco ma offre le sue poche novita’ solo a chi possa pagarne il prezzo. Una fenomenale quantita’ di innovazioni tecno-scientifiche viene oggi destinata a migliorare la qualita’ dei beni e servizi di lusso. E non e’ affatto detto che, a cascata, possa andare anche a beneficio dei beni primari della collettivita’. Le briciole che cadono dalla tavola imbandita dei ricchi per andare a sfamare il popolo sono ben poche, specialmente quando si tratta di briciole del progresso scientifico […]
La perdita di autorevolezza della scienza dipende anche dalla sua crescente distanza dai bisogni delle masse, dal declino dei reali benefici esistenziali che infonde tra di esse, dalla sua dipendenza dalle logiche del capitale centralizzato. Su questo, i beceri complottisti hanno torto ma hanno anche ragione: hanno torto perche’ non c’e’ nessun “piano” ordito contro il popolo, ma hanno ragione nel denunciare che la scienza non bada piu’ ai bisogni delle masse.

Info:
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2026/03/Emiliano-Brancaccio-Libercomunismo–32ee2769-e26f-444c-ae82-62c0b1660ff9.html
https://ilmanifesto.it/come-mobilitare-lintelligenza-collettiva

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/02/libercomunismo-economia-di-piano-e-liberta-come-sconfiggere-il-capitale/8276470/
https://contropiano.org/news/cultura-news/2026/02/27/solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio-0192301
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32465-francesco-bugli-solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio.html

Economia di mercato/Stiglitz

Joseph Eugene Stiglitz – Il prezzo della disuguaglianza: Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro – Einaudi (2014)

La teoria economica ha mostrato che i mercati lavorano bene quando i ritorni privati e quelli sociali sono ben allineati, mentre lavorano male quando non lo sono […]
Se ascoltassimo soltanto la destra, penseremmo pero’ che i mercati abbiano sempre funzionato e che il governo abbia sempre fallito. Questa gente si e’ data molto da fare per creare tale percezione nel pubblico, ignorando semplicemente i fallimenti del mercato privato e i successi del governo. Inoltre si e’ cercato di ignorare – e di far ignorare agli altri – gli effetti distributivi dei fallimenti del mercato, ossia chi guadagna e chi perde quando i compensi privati e i ritorni sociali non sono ben allineati […]
Certo, non tutti gli sforzi compiuti dal governo hanno successo, o hanno il successo che i loro sostenitori avrebbero voluto […] I governi sono istituzioni umane e tutti gli individui, e le istituzioni da essi create, sono fallibili.
Esistono quindi fallimenti del governo esattamente come esistono fallimenti del mercato.
La teoria economica moderna ha spiegato i casi in cui uno o l’altro tendono a fallire, inoltre ha mostrato come governi e mercati (e altre istituzioni civili, comprese quelle che fanno da cani da guardia ai grandi gruppi e ai governi) possano lavorare in modo complementare e dar luogo a un sistema di controlli e contrappesi. Abbiamo visto miriadi di esempi di questo tipo di complementarita’: un’iniziativa governativa ha creato Internet, ma societa’ private come Google hanno costruito molti dei prodotti e delle applicazioni che l’hanno posto al centro della vita della gente e della nostra economia. Il governo puo’ aver creato il primo browser, ma il settore privato e il sistema ad architettura aperta (open source) l’hanno messo a punto.
Che esistano successi e fallimenti nel settore pubblico come in quello privato è evidente […]
L’ironia e’ che i sostenitori della privatizzazione (il trasferimento al settore privato di imprese a gestione pubblica) e della liberalizzazione (annullamento delle regole) da tempo asseriscono che tali politiche sono necessarie per limitare la ricerca della rendita.
Insistono molto sulla corruzione che esiste nel settore pubblico, ma raramente riconoscono che, di fronte a ogni impiegato del settore pubblico che accetta una tangente c’è qualcuno che unge e che, di solito, appartiene al settore privato. Il settore privato e’ infatti pienamente coinvolto nel sistema di corruzione. E, cosa ancora peggiore, la stessa agenda della privatizzazione e della liberalizzazione e’ stata profondamente corrotta: ha fatto confluire rendite elevate nelle mani di chi usava la propria influenza politica per portarla avanti.

Info:
https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/il-prezzo-della-disuguaglianza/
https://www.ocst.ch/il-lavoro/425-approfondimenti/2181-la-disuguaglianza-il-suo-prezzo-e-cio-che-si-puo-fare-per-eliminarla
https://tempofertile.blogspot.com/2013/06/joseph-stiglitz-il-prezzo-della.html