Geoeconomia/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)

Il cosiddetto “resto del mondo” e’ rimasto generalmente sbigottito dall’estrema violenza e mortalita’ del modo di fare la guerra europeo.
Questo perche’ fuori dall’Europa l’esito dei conflitti non era tanto votato a prendere altrui territori, ma schiavi.
Va da se’ che se l’obiettivo e’ soggiogare altri uomini non vale certo ammazzarli. Diversamente, gli europei sembravano animati da un inestinguibile fame di spazio e controllo, spazzando quindi via senza ritegno ogni cosa o persona si frapponesse alle proprie mire.
Queste diverse “logiche” spiegherebbero anche il difficile assorbimento delle forme della rivoluzione militare europea nel resto del mondo: si potevano assumere o copiare, ma mai interpretare con la stessa convinzione, poiche’ i fini erano diversi.
Cio’ ha portato gli europei a usare i fatti militari come componente decisiva del proprio sviluppo di potenza, il resto del mondo no, o molto meno, o comunque in altra modalita’.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Lavoro/Bottini

Aldo Bottini, Alberto Orioli – Il lavoro del lavoro – Il Sole 24 Ore (2023)

L’internet delle cose e la robotizzazione di parte delle produzioni hanno ridato corpo all’idea che il lavoro possa cambiare natura fino a scomparire in un chimerico appalto alle macchine.
Sarebbe l’era del work without jobs, del lavoro senza posti di lavoro.
Benvenuti nell’era dell’ozio creativo, dove a lavorare saranno le macchine che pagheranno anche le tasse e consentiranno all’intera umanita’ di liberarsi dalla fatica, dagli impegni, dalla schiavitu’ del tempo, dalle metriche e dai loro ritmi ossessivi sulle catene di montaggio.
Per ora piu’ da salotto che da laboratorio. E, a dire il vero, e’ anche uno dei piu’ clamorosi tuffi nel passato. Perche’ e’ proprio la cultura della Grecia classica, nucleo base del pensiero occidentale moderno, ad aver teorizzato il disprezzo del lavoro manuale (e della fatica) da affidare agli schiavi per consentire ai cittadini l’esercizio della speculazione e del sapere, insomma il lavoro buono, quello intellettuale.

Info:
https://www.ilsole24ore.com/art/il-lavoro-lavoro-AEtnOaWD
https://www.ilriformista.it/il-lavoro-del-lavoro-dallo-smart-working-ai-rider-il-libro-guida-per-non-cadere-nella-trappola-tra-nostalgia-e-cambiamento-360872/