Economia di mercato/Acemoglu

Potere e progresso. La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperita’ – Daron Acemoglu, Simon Johnson – il Saggiatore (2023)

 La svolta verso l’automazione, iniziata intorno al 1980, era il risultato inevitabile del progresso tecnologico? Forse i progressi nel campo dell’informatica erano, per loro natura, piu’ duttili e si prestavano meglio all’automazione. E’ difficile escludere del tutto questa possibilita’, ma esistono abbondanti dati a conferma del fatto che la direzione impressa alla tecnologia e l’enfasi sul taglio dei costi sono state frutto di scelte deliberate.
Le tecnologie digitali […] sono tecnologie di uso generale, adatte a un’ampia gamma di applicazioni. Le diverse scelte in merito alla loro direzione tenderanno a tradursi in miglioramenti e peggioramenti per i diversi segmenti della popolazione […]
La direzione della tecnologia che ha dato priorita’ all’automazione si puo’ spiegare soltanto accettando la nuova visione digitale che emerse negli anni ottanta del xx secolo […]
La nuova visione sposava invece la progettazione delle tecnologie digitali imposta dall’alto, al fine di eliminare le persone dal processo di produzione.

Info:
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https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-11-A/2024_10_15-Foglio-Acemoglu-1.pdf
https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2024/2024-01-C/2024_01_14-manifesto-Acemoglu-1.pdf

https://www.ilsaggiatore.com/storage/app/media/rassegne/2023/2023-09-D/2023_09_20-Avvenire-Acemoglu.pdf

Lavoro/Acemoglu

Potere e progresso. La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperita’ – Daron Acemoglu, Simon Johnson – il Saggiatore (2023)


Se molti lavoratori si trovano in condizioni peggiori a causa dei miglioramenti tecnologici, diventa molto piu’ difficile affermare che gli incrementi della produttivita’ contribuiscono al bene comune.
Il treno ha minori probabilita’ di mettersi in moto quando i datori di lavoro godono di un potere eccessivo rispetto ai lavoratori, quando la tecnologia si muove in una direzione contraria al lavoro e quando gli incrementi della produttivita’ non si traducono in crescita dell’occupazione in altri settori.
Ma c’e’ un problema ancora piu’ fondamentale: durante gli ultimi decenni, la crescita della produttivita’ da condividere si e’ ridotta, anche se ogni giorno veniamo bombardati di nuovi prodotti e app.
Le generazioni che vivevano negli anni sessanta e settanta del xx secolo usavano lo stesso telefono (a disco combinatore) e lo stesso televisore per decenni, finche’ non si rompevano e acquistarne uno nuovo diventava inevitabile. Oggi la maggior parte delle famiglie di ceto medio acquista un nuovo cellulare, televisore o altri apparecchi elettronici una volta l’anno o al massimo ogni due: i nuovi modelli sono piu’ veloci, luccicanti e potenti grazie a una miriade di nuove funzioni.

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Lavoro/Acemoglu

Potere e progresso. La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperita’ – Daron Acemoglu, Simon Johnson – il Saggiatore (2023)


Ci sono molti modi per incrementare la produzione per addetto, e ci sono sempre stati […]
Alcune innovazioni potenziano il contributo dei lavoratori alla produzione, invece di automatizzare o delocalizzare il lavoro. Per esempio, nuovi strumenti software che coadiuvano le mansioni dei meccanici che riparano automobili e consentono di lavorare con maggior precisione aumentano la produttivita’ marginale del lavoratore. E’ una cosa completamente diversa dall’installare robot industriali allo scopo di sostituire i lavoratori umani.
La creazione di nuove mansioni e’ ancora piu’ importante per aumentare la produttivita’ marginale del lavoratore […]
Quando l’introduzione di nuove macchine crea nuovi impieghi per la manodopera umana, il lavoratore puo’ contribuire alla produzione in nuovi modi e la sua produttivita’ marginale aumenta […]
Molte delle professioni in piu’ rapida crescita negli ultimi decenni – radiologi per macchine per la risonanza magnetica, ingegneri di rete, operatori di macchine computerizzate, programmatori di software, addetti alla sicurezza informatica e analisti dati – ottant’anni fa non esistevano […]
In quasi tutti questi casi, le nuove mansioni sono state introdotte per effetto di avanzamenti della tecnologia e sono stati un motore importante per la crescita dell’occupazione.

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Economia di mercato/Acemoglu

Potere e progresso. La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperita’ – Daron Acemoglu, Simon Johnson – il Saggiatore (2023)


[Friedman] sosteneva che la «responsabilita’ sociale» delle imprese era interpretata erroneamente: le aziende dovevano preoccuparsi soltanto di realizzare profitti e generare alti rendimenti per i loro azionisti.
In parole semplici: «La responsabilita’ sociale di un’impresa e’ aumentare i profitti».
Friedman articolava un’idea che era gia’ nell’aria. Nei decenni precedenti erano state formulate aspre critiche nei confronti della regolamentazione statale e da piu’ parti si erano levate voci in favore dei meccanismi di mercato. Ciononostante, la sua dottrina ebbe un impatto dirompente. Tutto d’un colpo, cristallizzo’ una nuova visione, secondo la quale le grandi imprese che facevano soldi erano gli eroi, non i cattivi della situazione […]
La dottrina Friedman ottenne sostegno anche da una diversa angolatura. Un altro economista, Michael Jensen, sosteneva che i manager delle aziende quotate in borsa non si preoccupavano a sufficienza dei loro azionisti, preferendo dedicarsi a progetti che magnificavano le loro doti o a costruire imperi inefficienti.
Secondo Jensen, i manager dovevano essere sottoposti a un controllo piu’ severo, ma dato che era difficile, la soluzione piu’ naturale era vincolare la loro retribuzione al valore che creavano per gli azionisti. Cio’ significava premiare i dirigenti con generose gratifiche e stock options, in modo che si focalizzassero sull’obiettivo di far salire il prezzo delle azioni della societa’.
La dottrina Friedman e la modifica introdotta da Jensen diedero inizio alla rivoluzione del «valore per gli azionisti»: le grandi aziende e i loro manager dovevano impegnarsi ad aumentare al massimo il valore di mercato.

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Lavoro/Acemoglu

Potere e progresso. La nostra lotta millenaria per la tecnologia e la prosperita’ – Daron Acemoglu, Simon Johnson – il Saggiatore (2023)


Contrariamente alla credenza popolare, la crescita della produttivita’ non si traduce necessariamente in una maggiore domanda di lavoratori.
La produttivita’ normalmente viene definita come la produzione media per addetto, cioe’ la produzione totale divisa per l’occupazione totale.
Ovviamente, la speranza e’ che con l’aumentare della produzione per addetto aumenti anche la disponibilita’ delle imprese ad assumere.
Ma non e’ la produzione media per addetto a incentivare i datori di lavoro ad assumere. Quello che conta per le imprese e’ la produttività marginale, il contributo aggiuntivo che porta un lavoratore in piu’ in termini di incremento della produzione o del numero di clienti serviti.
Il concetto di produttivita’ marginale non coincide con quello della produzione o ricavi per addetto: la produzione per addetto puo’ crescere anche se la produttivita’ marginale rimane costante o addirittura cala […]
Quando una casa automobilistica lancia sul mercato un modello migliore, come fecero la Ford e la General Motors nella prima meta’ del xx secolo, la domanda delle automobili che produce tendenzialmente aumenta, e crescono sia i ricavi per lavoratore sia la produttivita’ marginale del lavoratore […]
Quando la stessa casa automobilistica installa dei robot industriali: i robot possono eseguire piu’ saldature e verniciature, e a un prezzo piu’ contenuto, rispetto ai metodi di produzione che prevedono un aumento del numero di operai. Il risultato sarebbe che l’azienda vedrebbe aumentare la sua produttivita’ media, ma avrebbe meno bisogno di assumere […]
L’automazione fa crescere la produttivita’ media, ma non fa crescere, e anzi puo’ far scendere, la produttivita’ marginale del lavoratore.

Info:
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