Stato/De Romanis

L’economia della paura. Perche’ conservando si arretra – Veronica De Romanis – Mondadori (2026)


[E’ una] idea, diffusa e radicata, che tutto sommato un nuovo assetto non sia necessario quando si puo’ contare su un Welfare familistico diffuso, sebbene imperfetto: questa e’ la sostanza della Repubblica delle tribù. Ovvero, gruppi chiusi che difendono se stessi prima del sistema nel suo insieme, attraverso una rete informale ma solida, che consente a molti di sopportare precarieta’, basse retribuzioni o disoccupazione.
Le tribu’, piu’ dello Stato, offrono garanzie, sicurezza, assistenza e in qualche caso, nella zona grigia, persino un apparato alternativo di giustizia.
Non c’e’ volonta’ di scardinare una siffatta organizzazione: significherebbe esporsi, confrontarsi, rischiare. L’idea stessa di competizione viene vissuta come minaccia, non come stimolo. Ciascuno presidia il proprio ambito, difende il proprio spazio, esercita il proprio potere senza interferenze esterne, evitando scontri, paragoni, valutazioni. La concorrenza non esiste, la mobilita’ e’ praticamente assente, perche’ non c’e’ un campo aperto in cui tutti si mettono davvero in gioco, c’e’ piuttosto una somma di gruppi impermeabili […]
Il curriculum conta meno della raccomandazione.
I dati ISTAT al riguardo sono eloquenti. Nel 2025, solo il 34 per cento dei disoccupati italiani ha contattato un Centro per l’impiego, contro il 42,5 per cento della media europea. Per avere un termine di paragone, in Germania la percentuale e’ pari al 63,6 e in Francia al 52,9.
Ovviamente esistono anche i canali politici. Del resto, pure coloro che ricoprono incarichi istituzionali compongono una tribu’ che procura impieghi spesso ben remunerati. Il fenomeno e’ talmente diffuso e trasversale da meritarsi un nome: «amichettismo».
Cosi’, nei posti di responsabilita’, dove sarebbero richieste esperienza e competenza, troviamo amici dei politici, amici degli amici dei politici e persino politici non eletti a cui e’ necessario trovare un incarico: la lealta’ va sempre ricompensata. 

Info:
https://www.libertaeguale.it/leconomia-della-paura/
https://www.italianieuropei.it/it/la-rivista/archivio-della-rivista/item/378-l-economia-della-paura.html
https://www.linkiesta.it/2026/03/economia-della-paura-veronica-de-romanis/
https://www.repubblica.it/economia/2026/04/20/news/de_romanis_crisi_iran_effetti_economia-425292893/
https://www.huffingtonpost.it/economia/2026/03/28/news/de_romanis_al_referendum_ha_vinto_il_no_dei_giovani_alleconomia_della_paura-21535018/

Populismo/Ottaviano

Gianmarco Ottaviano – Geografia economica dell’Europa sovranista – Laterza (2019)

Tra le cause dell’arretratezza socioeconomica di una comunita’ locale, si riscontra spesso una carenza di «capitale sociale», cioe’ di regole condivise che promuovano la collaborazione tra i suoi membri.
Tale carenza e’ riconducibile all’estrema prominenza data dagli individui ai propri legami familiari a dispetto di quelli con il resto della comunita’.
A questa centralita’ estremizzata della famiglia e’ stato dato il nome di «familismo amorale».
Le societa’ dell’era della globalizzazione sembrano soffrire di una condizione analoga, che si potrebbe quindi chiamare «elitismo 
amorale». «Elitismo» perche’, una volta al potere, i cittadini piu’ autorevoli perseguono solo gli interessi dei gruppi esclusivi di cui fanno parte a scapito di quelli del popolo che li ha selezionati aspettandosi cooperazione. «Amorale» perche’ le norme di fair play finiscono per essere applicate solo nei rapporti fra membri delle elite invece che fra tutti i cittadini.
Ammettendo due pesi e due misure per elite e popolo, l’elitismo amorale toglie credibilita’ alle regole che promuovono quella collaborazione fra tutti i cittadini necessaria ad un armonioso sviluppo economico e sociale […]
Ad aggravare la situazione di crescente sfiducia popolare nel patto con le elite e’ lo stallo nel loro ricambio, dovuto al progressivo rallentamento del cosiddetto «ascensore sociale», cioe’ di quel meccanismo che, da un lato, consente a chi sta peggio di immaginare concretamente un futuro migliore
per se’ o per i propri cari e, dall’altro, incentiva chi sta meglio a darsi da fare per conservare la posizione acquisita. In una sana dinamica sociale, l’ascensore funziona come «bastone» per chi sta meglio e «carota» per chi sta peggio.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858135303
https://www.letture.org/geografia-economica-dell-europa-sovranista-gianmarco-ottaviano/
https://www.pandorarivista.it/articoli/europa-sovranista-di-gianmarco-ottaviano/