Per decenni il mondo digitale e’ stato presentato come intangibile e privo di peso, enfatizzando la sua immaterialita’ e virtualita’ e trascurando ingenuamente, o forse nascondendo intenzionalmente, le risorse fisiche, il lavoro e l’impatto ambientale necessari per sostenerlo, cioe’ i sistemi e i processi analogici che stanno dietro ai beni, ai servizi e alle esperienze digitali.
Questa narrazione dematerializzata – alcuni lettori potrebbero ricordarsi della retorica che recitava “dagli atomi ai bit” nella meta’ degli anni Novanta – ha permesso alle imprese e ai poteri politici di oscurare i costi sociali ed etici delle tecnologie digitali e le relazioni di potere che regolano il controllo analogico sul digitale.
In questo contesto, la svolta hardware mette in evidenza una crescente consapevolezza delle basi materiali del mondo digitale, come l’estrazione di minerali delle terre rare, la produzione e la commercializzazione di semiconduttori, la costruzione e la gestione di data center, la disponibilita’ e la protezione di reti elettriche, satelliti e cavi sottomarini […]
Questa “ri-materializzazione” del digitale e’ diventata sempre piu’ palese con il perseguimento della sovranita’ digitale, in quanto i poteri politici ed economici riconoscono la necessita’ di controllare le infrastrutture e i processi fisici per produrre, gestire, regolare e proteggere i beni e i servizi digitali.
Info:
https://site.unibo.it/segnalibri/it/recensioni-1/floridi-la-differenza-fondamentale-artificial-agency-una-nuova-filosofia-dell-intelligenza-artificiale
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/04/intelligenza-artificiale-floridi-differenza-fondamentale-news/8305908/
https://investireneimegatrend.substack.com/p/libri-la-differenza-fondamentale
https://concetticontrastivi.org/2025/11/04/non-intelligenza-ma/
