Quando si dice che il turismo, come un tetro re Mida, uccide le citta’ e i territori che investe con maggior successo, il pensiero corre subito a citta’ ridotte a parchi a tema come Venezia o Firenze, oppure a quartieri di grandi metropoli snaturati dai turisti come il Barrio Gotico a Barcellona o l’Alfama a Lisbona, alle coste intasate della Sardegna o della Puglia, a luoghi devastati dalla speculazione edilizia come Ischia, ai fintissimi restauri di Matera o San Gimignano: i luoghi classici dell’overtourism, dove l’equilibrio tra popolazione residente e turisti e’ saltato del tutto.
Sono localita’ svuotate dei propri abitanti – espulsi dall’innalzamento dei prezzi immobiliari – che si trasformano in termitai pieni di alberghi, stanze, ristoranti e bar turistici, rivenditori di gadget superkitsch e tristi rappresentanti del folclore locale […]
Secondo gli scenari ENIT, per il solo 2020 le perdite sono stimate in 69 miliardi di euro sull’intero territorio italiano, con una particolare concentrazione a Venezia e Firenze.
E’ altamente probabile che in un futuro non troppo lontano queste citta’ potranno essere le prime a risollevarsi, perche’ saranno perennemente in cima ai desideri dei turisti, quelli culturali e quelli in gita, e perche’ tra le mete turistiche italiane sono “too big to fail”, e avranno accesso privilegiato agli aiuti.
Ma se per alcuni queste circostanze rappresentano la salvezza, per altri suonano come una condanna definitiva.
Info:
https://www.nazioneindiana.com/2020/06/18/dopo-il-turismo/
https://www.leparoleelecose.it/?p=38728
https://www.sololibri.net/Dopo-il-turismo-Lucia-Tozzi-ebook-gratuito-semi-nottetempo.html
