Europa/Fagan

Benvenuti nell’era complessa. Mappe e strumenti del pensiero per esplorare il mondo nuovo in formazione – Pierluigi Fagan – Diarkos (2025)


Se la logica indica cosa va fatto, non dice come farlo o se lo si potra’ fare.
Il come poterlo fare dipende, ad esempio, anche dall’obiettiva disomogeneita’ storico-culturale delle entita’ europee: un insieme eterogeneo con decine di lingue di almeno otto diversi ceppi linguistici e almeno cinque religioni principali, piu’ i non credenti (quindi diverse etiche); terre di mare, di costa, di pianura, di montagna, in contesti geopolitici ben diversi tra Stati che guardano al Mediterraneo e all’Africa e stati nordici che guardano al Baltico e all’Artico; Stati atlantici e Stati euroasiatici, Stati piccoli, medi e relativamente grandi, dagli ottanta milioni di tedeschi ai quattrocentomila maltesi; forme economiche strutturalmente molto diverse, sistemi giuridici differenti, molti con una longeva tradizione di antipatia col vicino, per altro ricambiata; antipatia non solo culturale, ma poggiata su cicatrici storiche difficili da dimenticare, per non parlare della diversa vita materiale e di cultura sociale […]
L’Unione Europea e’, nei fatti, una confederazione economica dove in comune e’ messo il mercato e le entita’ confederate, gli Stati, rimangono distinti e con nessuna intenzione di fondersi in alcunche’, rimanendo reciprocamente concorrenti e assai eterogenei per interessi e intenzioni […]
Si tenga conto che lo Stato moderno, prima ancora che del trattato di Westfalia (1648), e’ figlio del Cinquecento. Che mondo c’era allora? A cosa era adatta quell’idea di Stato, a quale contesto? A quel tempo l’intero mondo era l’8 per cento di oggi per popolazione, l’intera Europa era il 29 per cento dell’intero mondo, stante che non c’era alcuna vera dipendenza funzionale tra Europa e mondo. Oggi il mondo e’ non solo dodici volte piu’ voluminoso di allora, ma l’Europa non ne e’ piu’ quasi un terzo, ma solo un decimo, e l’interdipendenza reciproca ha creato un sistema-mondo che non possiamo eludere e che fa da contesto principale a cui adattarsi, ci piaccia o meno.

Info:
https://pierluigifagan.com/2025/01/05/benvenuti-nellera-complessa/
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32417-pierluigi-fagan-il-nuovo-ordine-multipolare.html

https://mondointernazionale.org/focus-allegati/recensione-del-libro-benvenuti-nellera-complessa-mappe-e-strumenti-del-pensiero-per-esplorare-il-mondo-nuovo-in-formazione-di-pierluigi-fagan
https://www.odysseo.it/strumenti-per-gestire-insieme-il-futuro/

Europa/Streeck

Globalismo e democrazia – Wolfgang Streeck (2024)


 Perche’ l’Unione europea non e’ oggi un superstato?
Il progetto di un’“Europa unita”, risultante dalla fusione degli stati sovrani europei in un’unica entita’ statuale sovranazionale, non e’ mai stato inserito nell’agenda di nessun programma politico degno di questo nome […]
Signori indiscussi dell’Unione europea e delle istituzioni che l’hanno preceduta furono sempre e soltanto stati nazionali che tali volevano rimanere (la Francia, l’Italia, il Lussemburgo e la Danimarca), divenire (l’Irlanda e Malta) o tornare a essere (la Germania Ovest, a seguito della scissione, ossia l’attuale Germania prima della riunificazione, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania).
Parte di essi erano in competizione tra loro, parte voleva prendere altri a modello, alcuni volevano stipulare un accordo tra loro a proprio vantaggio, altri guardarsi le spalle, in particolare dai tedeschi, con cui in passato avevano avuto esperienze che preferivano non dover ripetere. Ognuno, dunque, aveva intenzioni diverse, nonche’ priorita’ e una motivazione mutevole negli anni.
Anche i temi di volta in volta affrontati cambiarono nel corso del tempo e con essi le forme istituzionali deputate a risolverli, organi perlopiu’ creati in modo pragmatico, contingente e ad hoc […]
Qualunque discussione sull’obiettivo ultimo dell’“integrazione europea”, del resto, veniva prontamente scansata, onde evitare controversie […]
L’Europa emersa dalla rivoluzione neoliberista della fine del XX secolo e’ un blocco dalla struttura gerarchica di stati formalmente sovrani, ma tenuti insieme dai gradi di un potere distribuito tra centro e periferia; un legame tra stati, dunque, tutto meno che egualitario poiche’ basato su una richiesta insistente d’inclusione – o piu’ che altro d’annessione, e d’annessione spesso vincolata all’obbligo di permanenza –; ma anche interno agli stati stessi, a partire da relazioni di potere e di dominio che contribuiscono alla coesione imperiale, accogliendo le influenze del centro in termini di gestione.

Info:
https://www.fondazionedivittorio.it/lezione-streeck-limiti-potenzialita-della-ue-egemonie-planetarie-popoli-crisi
https://www.doppiozero.com/wolfgang-streeck-neoliberalismo-e-poi

https://www.corriere.it/la-lettura/24_giugno_21/come-sonnambuli-la-guerra-la-lettura-anteprima-nell-app-1af31e72-2fe1-11ef-8a97-996e27b017a2.shtml
https://ilmanifesto.it/uneuropa-svizzera

Europa/Rifkin

La Terza Rivoluzione Industriale. Come il ‘potere laterale’ sta trasformando l’energia, l’economia e il mondo – Jeremy Rifkin – Mondadori (2018)


L’Unione europea, la prima unione continentale, e’ nata alla fine di due devastanti conflitti mondiali ed e’ stata concepita con l’idea che la geopolitica tradizionale, nella quale ogni Stato sovrano compete sul mercato e sul campo di battaglia per tutelare i propri interessi particolari, dovesse cedere il passo, almeno in parte, a una nuova politica continentale nella quale le nazioni collaborino per promuovere la sicurezza e gli interessi economici collettivi.
Gli interessi nazionali non sono scomparsi con la nascita dell’Unione europea, ma ogni successiva generazione di cittadini dei paesi europei ha acquisito una sempre maggiore familiarita’ con l’idea di essere, a volte, cittadini d’Europa.
Il germe dell’Unione europea e’ la condivisione dell’energia. La Comunita’ europea del carbone e dell’acciaio (CECA), nata nel 1951, e’ figlia di Jean Monnet, da molti considerato il padre dell’Unione europea.
Monnet era convinto che l’antica rivalita’ economica tra Francia e Germania potesse essere attenuata dalla condivisione delle risorse carbonifere e della produzione di acciaio, soprattutto lungo il conteso corridoio industriale compreso fra la Ruhr e la Saar.
Il Trattato di Parigi, che costituiva la CECA, fu firmato da Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.
Nel 1957 questi sei paesi sottoscrissero il Trattato di Roma, che ampliava l’idea di cooperazione promuovendo la creazione di una Comunita’ economica europea (CEE). Gli stessi paesi siglarono poi un accordo separato per costituire la Comunita’ europea dell’energia atomica (CEEA, o Euratom), un’intrapresa cooperativa per lo sviluppo dell’energia nucleare nella regione.
Attualmente l’UE accoglie 27 Stati membri, con una popolazione totale di circa 500 milioni di individui in un’area che si estende dal Mare d’Irlanda alla Russia.
Oggi che l’Unione europea ha varcato la soglia del mezzo secolo, l’energia e’ tornata a essere l’elemento centrale della prossima fase dello sviluppo continentale.
La UE e’, potenzialmente, il piu’ grande mercato interno al mondo, con i suoi 500 milioni di consumatori, ai quali ne vanno aggiunti altri 500 se si prendono in considerazione le regioni piu’ prossime, nel Mediterraneo e in Nordafrica, con le quali ha avviato partnership, pur non avendo ancora costituito un vero mercato unico e integrato […]
Le nazioni asiatiche, africane e sudamericane stanno cominciando a ispirarsi all’Unione europea per formare proprie unioni continentali con il medesimo obiettivo: creare un mercato unico e integrato.

Info:
https://www.sulromanzo.it/blog/la-terza-rivoluzione-industriale-una-chiacchierata-con-jeremy-rifkin
https://www.forumpa.it/riforma-pa/jeremy-rifkin-guru-della-sharing-economy-e-teorico-della-terza-rivoluzione-industriale/

Europa/Dardot

Pierre Dardot, Haud Gueguen, Christian Laval, Pierre Sauvetre – La scelta della guerra civile. Un’altra storia del neoliberalismo – Meltemi (2023)

Cio’ che troviamo nell’Unione Europea e’ un’espressione concentrata del costituzionalismo di mercato, attraverso la stratificazione di norme cosiddette “comunitarie”, che nel corso di diversi decenni hanno finito per prevalere sul diritto statale nazionale.
L’equazione che qui prevale e’ la stessa che Hayek formulo’ a suo tempo: sovranita’ del diritto privato garantita da un potere forte.
La sovranita’ del diritto privato e’ sancita dai Trattati europei; il potere forte responsabile di garantire il rispetto di questa sovranita’ assume la forma di organismi diversi ma complementari, come la Corte di Giustizia delle Comunita’ Europee (CGCE), la Banca Centrale Europea (BCE), i consigli interstatali e la Commissione.
Secondo la logica del “liberalismo autoritario”, e’ il ritiro dello Stato dall’economia a esigere uno Stato autoritario. Secondo la logica del neoliberalismo, e’ il costituzionalismo di mercato, qualunque forma assuma, a esigere uno Stato nazionale forte e/o meccanismi decisionali sottratti al controllo democratico a livello sovranazionale.

Info:
https://www.meltemieditore.it/wp-content/uploads/massimiliano-guareschi-il-manifesto-12-febbraio-2024-quel-neoliberismo-autoritario-su-la-scelta-della-guerra-civile-aa.-vv.-meltemi.pdf
https://www.carmillaonline.com/2024/01/24/una-guerra-civile-strisciante-e-costante/
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/27174-christian-laval-haud-gueguen-pierre-dardot-pierre-sauvetre-la-scelta-della-guerra-civile.html
https://ilmanifesto.it/pierre-dardot-un-abbraccio-mortale-per-la-gauche
https://ilmanifesto.it/il-neoliberismo-autoritario
https://www.pandorarivista.it/articoli/per-una-prassi-istituente-recensione-a-del-comune-o-della-rivoluzione-nel-xxi-secolo/

Europa/Parsi

Vittorio Emanuele Parsi – Titanic. Naufragio o cambio di rotta per l’ordine liberale – il Mulino (2022)

Il modo in cui la troika (per due terzi) europea ha massacrato i greci per «salvarli» (?) dal fallimento in occasione della crisi dell’euro non ha di sicuro giovato: ne’ al popolo greco ne’ alla credibilita’ dell’Unione.
In quell’occasione – come in altre peraltro – la UE e’ apparsa molto piu’ incline a preoccuparsi per la salute delle banche creditrici (tedesche e francesi innanzitutto), impedendo che il tanto invocato mercato punisse con tutto il suo rigore il moral hazard dei propri manager, piuttosto che intenta ad alleviare le condizioni disperate dei debitori.
In maniera tanto irrazionale quanto scorretta e diseducativa, le istituzioni europee hanno stabilito un principio che con le regole del mercato fa letteralmente a pugni: la speculazione, tanto piu’ quando e’ consapevole e alimentata da evidenti asimmetrie informative, e’ protetta e tutelata in ambito europeo.
I banchieri e gli speculatori finanziari sanno che l’Unione non consentira’ che siano loro a pagare il prezzo delle proprie scelte azzardate oltre il lecito. Per cui, chiunque voglia prestare denaro a potenziali creditori, anche quando questi siano molto probabilmente insolventi, puo’ accomodarsi, tanto ha solo da guadagnare.
A chi osserva che «i greci sono stati puniti per aver mentito all’Unione e barato sui conti pubblici», occorre far notare che semmai sono stati alcuni politici greci a mentire, ma che le loro colpe ricadono su un intero popolo. Un popolo che non poteva sapere quello che stava succedendo e che e’ chiamato a rispondere in solido, sulla sua pelle, di quanto avvenuto ed e’ persino criminalizzato e ridicolizzato per aver «vissuto oltre i propri mezzi».
Un gruppo ristretto di manager bancari e finanziari, che aveva ben altri, piu’ sofisticati e potenti strumenti per intuire che qualcosa non quadrava nei cosiddetti «fondamentali macroeconomici» della Grecia, non ha invece pagato alcun prezzo, e vede i costi dei suoi calcoli avventati scaricati sulle spalle del popolo greco.
C’e’ poco da stupirsi se questa Unione non e’ ne’ amata ne’ stimata da un numero crescente dei suoi cittadini.
Sono episodi gravi e ripetuti come questi ad aver accentuato la percezione che, per come si e’ trasformata a partire dal Trattato di Maastricht, questa Unione rappresenti sempre piu’ «l’Europa delle banche» e sempre meno «l’Europa dei cittadini».

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/titanic-naufragio-o-cambio-di-rotta-per-l-ordine-liberale-di-vittorio-emanuele-parsi/
https://it.gariwo.net/libri-and-co/libri/etica-e-democrazia/titanic-naufragio-o-cambio-di-rotta-per-lordine-liberale-24859.html
https://www.pandorarivista.it/articoli/titanic-naufragio-ordine-liberale-parsi/