Geoeconomia/Mattei

Fuga dal capitalismo. Un libro che apre gli occhi finalmente – Clara E. Mattei – Fuoriscena (2026)

I governi occidentali si vantano degli aiuti umanitari elargiti ai cosiddetti Paesi in via di sviluppo, ma quegli aiuti non sono altro che una facciata.
Molti studi empirici confermano che, anche al livello della contabilità piu’ elementare, dall’Africa esce molto piu’ denaro di quanto ne entri. Il continente piu’ povero in assoluto e’ un «creditore netto» nei confronti del resto del mondo.
Nel 2015, i Paesi africani ricevettero 162 miliardi di dollari, principalmente sotto forma di prestiti, aiuti e rimesse personali. Nello stesso anno furono pero’ privati di 203 miliardi di dollari, direttamente, con la fuga dei capitali – quando le multinazionali riportano in patria i profitti realizzati in loco –, oppure indirettamente, con il pagamento degli interessi sui prestiti.
Un rapporto del Political Economy Research Institute dell’Universita’ del Massachusetts dimostra che, negli ultimi cinque decenni, trenta Paesi africani subsahariani hanno perso oltre 2000 miliardi di dollari a causa della fuga di capitali, pari a quasi il Prodotto interno lordo annuo dell’intera regione.
Questa emorragia ha accelerato dall’inizio del nuovo millennio, raggiungendo una media di 65 miliardi l’anno, una somma che supera di gran lunga l’afflusso annuo di aiuti ufficiali per lo sviluppo.
Piu’ gli Stati periferici vengono spinti a privatizzare e piu’ questi Paesi ricchi di risorse trasformano la propria ricchezza in dividendi per gli azionisti privati internazionali. Oxfam riferisce che nel 2024 il super ricco Nord globale ha estratto 30 milioni di dollari l’ora dal Sud globale.

Info:
https://altreconomia.it/clara-mattei-per-organizzare-la-fuga-dal-capitalismo-e-smontarne-i-rapporti-di-potere/
https://www.5wagora.com/2026/03/24/fuga-dal-capitalismo/

https://www.stultiferanavis.it/la-rivista/leconomia-come-campo-di-battaglia-note-critiche-su-fuga-dal-capitalismo-di-clara-e-mattei

Geoeconomia/Hickel

Jason Hickel – The divide. Guida per risolvere la disuguaglianza globale – il Saggiatore (2018)

L’industria dello sviluppo ama riferirsi ai paesi poveri con un aggettivo dal significato passivo, sottosviluppati.
Ma forse sarebbe piu’ accurato adottare un verbo transitivo, sottosviluppare, cioe’ l’azione di una potenza esterna che impedisce, cancella o inverte lo sviluppo di una nazione povera.
Dopotutto, come vedremo, non e’ che la poverta’ sia qualcosa che semplicemente esiste: la poverta’ e’ stata creata […]
Alla fine del 2016, la Global Financial Integrity, una Ong americana, e il Centro di ricerca applicata della Norwegian School of Economics hanno pubblicato alcuni dati che cambiano completamente la nostra prospettiva. Hanno calcolato tutte le risorse finanziarie trasferite ogni anno fra paesi ricchi e paesi poveri: non solo aiuti, investimenti esteri e flussi commerciali, come avevano fatto studi precedenti, ma anche altri tipi di trasferimenti, come remissioni del debito, rimesse degli emigranti e fughe di capitali.
E’ la valutazione di trasferimenti di risorse piu’ esaustiva che sia stata fatta finora. Il risultato e’ che nel 2012, l’ultimo anno per cui erano disponibili dati, i paesi in via di sviluppo hanno ricevuto poco piu’ di 2000 miliardi di dollari, compresi tutti gli aiuti, investimenti e redditi dall’estero. Nello stesso anno, pero’, piu’ del doppio di quella cifra, qualcosa come 5000 miliardi di dollari, ha seguito il percorso inverso.
In pratica, i paesi in via di sviluppo hanno «inviato» al resto del mondo 3000 miliardi di dollari in piu’ rispetto a quelli che hanno ricevuto […]
In che cosa consistono questi enormi deflussi?
Una parte e’ rappresentata dai pagamenti degli interessi sul debito. Oggi i paesi poveri pagano ogni anno oltre 200 miliardi di dollari solo in interessi a creditori esteri, per la maggior parte relativi a vecchi prestiti che sono gia’ stati largamente rimborsati e in parte relativi a prestiti accumulati da dittatori avidi […]
Un altro apporto significativo e’ rappresentato dal reddito che gli stranieri incassano dai loro investimenti nei paesi in via di sviluppo, e che si riportano in patria. Pensate a tutti i profitti che ricava la Shell dalle riserve petrolifere della Nigeria, per esempio […]
Poi ci sono i profitti che i cittadini europei e americani ottengono dagli investimenti in azioni e obbligazioni del Sud del mondo, attraverso i loro fondi pensione […]
Ma la fetta dei deflussi di gran lunga piu’ grande e’ quella relativa alle fughe di capitali […]
3000 miliardi di dollari di deflussi netti totali annui sono una somma ventiquattro volte superiore agli stanziamenti annuali per gli aiuti. In pratica, per ogni dollaro di aiuti che ricevono, i paesi in via di sviluppo ne perdono ventiquattro in deflussi netti. Naturalmente, si tratta di una cifra totale: per alcuni paesi la proporzione e’ maggiore, per altri minore. Ma in tutti i casi i deflussi netti privano i paesi in via di sviluppo di un’importante fonte di entrate e finanziamenti che potrebbero essere impiegati per lo sviluppo.

Info:
https://www.ibs.it/the-divide-guida-per-risolvere-libro-jason-hickel/e/9788842824961/recensioni
https://www.culturamente.it/libri/politica-economica-jason-hickel/
https://www.ilsaggiatore.com/libro/the-divide/

Capitalismo/Piketty

Thomas Piketty – Una breve storia dell’uguaglianza – La nave di Teseo (2021)

Va posto l’accento anche sull’estrema ipocrisia che avvolge la nozione stessa di aiuto internazionale.
Tanto per cominciare, il sostegno pubblico allo sviluppo e’ molto piu’ limitato di quanto a volte si pensi: rappresenta un totale inferiore allo 0,2% del PIL mondiale (e appena lo 0,03% del PIL mondiale per l’aiuto umanitario d’emergenza).
In confronto, i danni climatici causati ai paesi poveri dalle emissioni dei paesi ricchi rappresentano da soli parecchi punti di PIL mondiale.
Il secondo problema, che non e’ un dettaglio, e’ che, nella maggioranza dei paesi virtualmente “aiutati” in Africa, Asia del Sud e altrove, l’ammontare dei flussi in uscita sotto forma di profitti delle multinazionali e di fuga di capitali e’ in realta’ varie volte superiore al flusso d’entrata del sostegno pubblico (anche se ci si limita ai flussi in uscita registrati nei conti nazionali ufficiali, a proposito dei quali tutto fa pensare che sottovalutino i flussi reali).
Si tratta di un punto essenziale dei rapporti centro-periferia su scala mondiale, che continua a stupire gli osservatori: i paesi ricchi dicono di aiutare quelli che in effetti li fanno arricchire.

Info:
https://www.criticaletteraria.org/2021/11/thomas-piketty-una-breve-storia-dell-uguaglianza.html
https://www.doppiozero.com/materiali/thomas-piketty-la-storia-maestra-di-uguaglianza
https://www.repubblica.it/cultura/2021/11/17/news/l_anticipazione_cosi_il_clima_cambiera_la_nostra_vita-326752782/