Societa’/Lasch

La rivolta delle élite. Il tradimento della democrazia – Cristopher Lasch – Neri Pozza (2017)


Quanto alla pretesa secondo cui la rivoluzione dell’informazione avrebbe innalzato il livello dell’intelligenza pubblica, non e’ un mistero per nessuno che, oggi, sugli affari pubblici si sa molto meno di una volta […]
Invece di dare la colpa di questa spaventosa ignoranza alla scuola, come si fa di solito, forse dovremmo cercare altrove una spiegazione piu’ convincente, tenendo presente che la gente acquisisce conoscenze tanto piu’ prontamente quanto piu’ ne puo’ fare buon uso.
Visto che il pubblico non partecipa piu’ a dibattiti sui problemi nazionali, non ha alcuna ragione d’informarsi sugli aspetti della cultura civica.
E’ la decadenza del dibattito pubblico, non il sistema scolastico (per quanto male esso funzioni) che fa si che la gente sia male informata, nonostante le meraviglie dell’era dell’informazione. Quando il dibattito diventa un’arte perduta, l’informazione, per quanto rapidamente acquisibile, non fa impressione a nessuno.
La democrazia ha bisogno di un vigoroso dibattito pubblico, non di informazione.
Naturalmente anche l’informazione serve, ma soltanto quel tipo d’informazione che si origina dal dibattito.
Noi non sappiamo cosa dobbiamo sapere finche’ non facciamo le domande giuste, e possiamo individuare le domande giuste soltanto sottoponendo le nostre idee sul mondo all’esame del dibattito pubblico.
L’informazione, che di solito si considera la precondizione del dibattito, in realta’ e’ un suo prodotto.
Quando ci infervoriamo in una discussione che focalizza tutta la nostra attenzione, ci scopriamo avidi ricercatori della relativa informazione. Altrimenti ci limitiamo ad assorbire informazione passivamente, se mai lo facciamo.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/gli-stati-uniti-e-la-ribellione-delle-elite/
https://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/8661-la-rivolta-delle-elite
https://www.pensalibero.it/la-rivolta-delle-elite-tradimento-della-democrazia-christopher-lasch/

Societa’/Lasch

La rivolta delle elite. Il tradimento della democrazia – Christopher Lasch – Neri Pozza (2017)


Un’attrazione importante dei ritrovi informali – i “posti terzi”, come li definisce Oldenburg per distinguerli da un lato dalle grandi organizzazioni altamente strutturate, e dalle famiglie e dagli altri piccoli gruppi dall’altro – e’ il fatto che “quel poco di gerarchia che vi si trova si fonda sulla capacita’ di rispettare le norme del vivere civile” dei frequentatori e non sulla loro ricchezza, il loro fascino, la loro aggressivita’, o anche la loro intelligenza […]
La promozione delle norme del vivere civile, nel posto terzo, non si limita all’ambito che gli e’ proprio.
E’ improbabile che i clienti abituali facciano qualcosa che al loro bar viene di regola disapprovato. Le manifestazioni di comportamento proprio o improprio sono l’oggetto di discussioni infinite, sono sempre all’ordine del giorno delle conversazioni occasionali del posto terzo […]
La voce interna che ti chiede cosa ne penserebbero gli amici del bar e’ un fattore potente di quello che una volta si chiamava controllo sociale [per questo] i luoghi d’incontro informali promuovono “il vivere civile, senza sbandierarlo, piu’ di tante organizzazioni che la pubblicita’ presenta come l’incarnazione stessa della virtu’ […]
Come queste osservazioni dovrebbero suggerire, il valore dei posti terzi non consiste nel fatto che “ti fanno passare la giornata”, ma nella capacita’ che bar, caffe’, birrerie e locali vari dimostrano nell’incoraggiare la conversazione, che e’ l’essenza della vita civica […]
La sede della buona conversazione, dunque, e’ il posto terzo – un luogo d’incontro intermedio tra il posto di lavoro e la famiglia.
Questa designazione ricorda un po’ l’ambito ben noto delle associazioni volontarie, cosi’ care ai sociologi e alla critica sociale d’ispirazione sociologica, il cui scopo dichiarato e’ appunto quello di mediare tra individuo e stato […]
Prima dello sviluppo del giornalismo moderno, taverne e caffe’, collocati spesso com’erano sulle strade maestre e ai principali crocevia, fungevano da media in senso proprio, da posti in cui si raccoglievano e circolavano le notizie. Nei paesi totalitari hanno conservato questa funzione fino a oggi. Per questo non e’ inappropriato sottolineare il carattere protopolitico del posto terzo o supporre […] che il declino della democrazia partecipativa possa avere un rapporto diretto con la sua scomparsa. Man mano che i locali di quartiere cedono il passo, da un lato, agli shopping mails di periferia o, dall’altro, ai cocktail party privati, l’arte essenzialmente politica della conversazione viene sostituita dalle chiacchiere da negozio o dal pettegolezzo.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/gli-stati-uniti-e-la-ribellione-delle-elite/
https://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/8661-la-rivolta-delle-elite
https://www.pensalibero.it/la-rivolta-delle-elite-tradimento-della-democrazia-christopher-lasch/

Societa’/Lasch

La rivolta delle élite. Il tradimento della democrazia – Christopher Lasch – Neri Pozza (2017)


I luoghi d’incontro informali promuovono “il vivere civile, senza sbandierarlo, piu’ di tante organizzazioni che la pubblicita’ presenta come l’incarnazione stessa della virtu'[…]
Come queste osservazioni dovrebbero suggerire, il valore dei posti terzi non consiste nel fatto che “ti fanno passare la giornata”, ma nella capacita’ che bar, caffe’, birrerie e locali vari dimostrano nell’incoraggiare la conversazione, che e’ l’essenza della vita civica […]
La sede della buona conversazione, dunque, e’ il posto terzo – un luogo d’incontro intermedio tra il posto di lavoro e la famiglia.
Questa designazione ricorda un po’ l’ambito ben noto delle associazioni volontarie, cosi’ care ai sociologi e alla critica sociale d’ispirazione sociologica, il cui scopo dichiarato e’ appunto quello di mediare tra individuo e stato […]
Prima dello sviluppo del giornalismo moderno, taverne e caffe’, collocati spesso com’erano sulle strade maestre e ai principali crocevia, fungevano da media in senso proprio, da posti in cui si raccoglievano e circolavano le notizie. Nei paesi totalitari hanno conservato questa funzione fino a oggi.
Per questo non e’ inappropriato sottolineare il carattere protopolitico del posto terzo o supporre […] che il declino della democrazia partecipativa possa avere un rapporto diretto con la sua scomparsa. Man mano che i locali di quartiere cedono il passo, da un lato, agli shopping mails di periferia o, dall’altro, ai cocktail party privati, l’arte essenzialmente politica della conversazione viene sostituita dalle chiacchiere da negozio o dal pettegolezzo.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/gli-stati-uniti-e-la-ribellione-delle-elite/
https://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/8661-la-rivolta-delle-elite
https://www.pensalibero.it/la-rivolta-delle-elite-tradimento-della-democrazia-christopher-lasch/