Lavoro/Aloisi

Il tuo capo e’ un algoritmo – Antonio Aloisi, Valerio De Stefano – Laterza (2020)

Grazie a sensori di ogni tipo, codici a barre, fotocellule, lettori ottici, pistole per codici QR e tornelli laser e’ possibile intensificare le prestazioni dei dipendenti.
Basta una spia lampeggiante per segnalare all’operaio quanti pezzi restano da completare per raggiungere l’obiettivo, o una sveglia che trilla ogni volta che l’addetto alla caldaia ci mette piu’ del previsto a fare il sopralluogo, una tazza di caffe’ che lampeggia per ricordare all’addetto del call-center di mostrarsi piu’ tonico ed empatico, o una medaglia nella chat aziendale ottenuta alla chiusura di un ricco contratto con un nuovo cliente.
Sono inaccettabili «fruste digitali», come le ha ribattezzate una sindacalista statunitense, che troppo spesso finiscono per aumentare il numero degli infortuni e delle patologie […]
Non si tratta di fantascienza: workforce analytics
[analisi del personale] e management tramite algoritmi sono realta’ consolidate, un matrimonio di convenienza tra pratiche aziendali in grado di fare la fortuna dei padroni del silicio.
E non si tratta neppure di un’eccezione.
Le strutture automatiche di governance della prestazione sono ormai presenti in una larga fetta di settori, in combinazione con la gestione dei turni e gli schemi di screening e valutazione a cui vengono affidate assunzioni, promozioni e remunerazioni.

Info:
https://www.laterza.it/images/stories/pdf/9788858141298_ALOISI%202.pdf
https://www.laterza.it/images/stories/pdf/9788858141298_ALOISI%203.pdf

https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/ALOISI-8.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/ALOISI-10.pdf
https://www.laterza.it/wp-content/uploads/recensioni/ALOISI-10.pdf
https://www.pandorarivista.it/articoli/il-tuo-capo-e-un-algoritmo-di-antonio-aloisi-e-valerio-de-stefano/

Lavoro/Linhart

La commedia umana del lavoro. Dal taylorismo al management neoliberale – Danièle Linhart – Mimesis (2021)

Negli anni ’80, gli operai (associati al concetto politico di classe) hanno ceduto il posto agli operatori, ai piloti di installazioni o ai manovratori di automatismi.
Le qualifiche si sono eclissate dinanzi alle competenze e ai potenziali, i compiti sono stati rimpiazzati dagli incarichi, dagli obiettivi, dai progetti, i collettivi si sono disciolti nelle unita’, nelle cellule, i capi sono diventati animatori, superiori immediati, quanto ai piani di licenziamento, li si chiama ormai “piani sociali” o di “salvaguardia dell’impiego”.
La breccia fu allora aperta al dilagare di altre parole: gli open space, i teams, la lean production, lean management, il reporting, il reengineering, i brief, i debrief, il back office, il front office, la business unit, il customer service, la leadership, il key performance indicator, il burn out, senza dimenticare il coach, il management, il time to move, l’ASAP (As Soon As Possible) e molte altre.
Ecco che cosa alimenta l’amnesia: le rappresentazioni mentali precedenti, in termini di classe operaia, conflittualita’, diseguaglianza, ingiustizia e lotta si fanno lontane. S’impone l’evidenza di un’era nuova, moderna, che punta sulle qualita’ profondamente umane dei dipendenti e cosi’ riconcilia tutti, poiche’ chiunque e’ trattato in funzione di una condizione umana che tutti condividono.
Si impone l’idea di rottura: i tempi sono radicalmente cambiati, si passa dalla lotta di classe al dovere morale di ciascuno di dispiegare le sue qualita’ umane per se stesso che difende i posti di lavoro […]
Se le soluzioni cambiano con l’evoluzione della natura del lavoro e della societa’, gli obiettivi restano infatti gli stessi: si tratta di trovare i mezzi per costringere gli impiegati a lavorare secondo le norme piu’ redditizie dal punto di vista del loro datore di lavoro.
Ricordiamo con chiarezza il problema: il tempo (di lavoro) del dipendente appartiene al suo datore di lavoro, che lo acquista nel quadro del contratto di lavoro (un contratto di subordinazione, come e’ gia’ stato detto). Il dipendente ha accettato, secondo i termini di questo contratto, di spossessarsi del libero uso del proprio tempo, di lavorare in funzione di consegne e obiettivi fissati dal suo datore di lavoro.
Come rifiutare di vedere che c’e’ qui materia di un contenzioso inesauribile?
Ogni persona al lavoro ha i propri interessi sui quali deve vigilare: interessi finanziari ma anche di gestione della propria salute, il risparmiarsi, fisicamente e psichicamente, per non esaurirsi al lavoro e poter durare. Ogni persona ha anche un punto di vista sulla maniera in cui desidererebbe spendersi per fare il suo lavoro, in funzione del suo mestiere, della sua professionalita’, della sua esperienza, della sua sensibilita’, della sua personalita’, del suo rapporto con il mondo, della sua etica personale.
Ma il datore di lavoro vuole che le persone che paga, di cui ha comprato il tempo di lavoro e i saperi, lavorino in maniera omogenea e in modo da raggiungere la produttivita’ e la qualita’ che gli permettono le rendite e i profitti piu’ alti. Deve dunque trovare la forma di organizzazione del lavoro che conduca a cio’, e i discorsi per giustificarla e legittimarla.
Perche’, una volta di piu’, in democrazia e’ sconveniente che degli individui siano costretti a rinunciare al libero uso di se stessi, al loro libero arbitrio, per sottomettersi a una logica, a una volonta’ che gli e’ estranea.

Info:
https://www.mimesisedizioni.it/download/11972/d4e644dd0693/carlo-crosato-il-manifesto-10-agosto-2021-daniele-linhart-il-profitto-nellarena-del-mercato-su-la-commedia-umana-del-lavoro-di-daniele-linhart.pdf
https://www.mimesisedizioni.it/rassegna/massimiliano-panarari-il-venerdi–la-repubblica–14-maggio-2021-per-chi-lavora-tempi-nuovi-e-vecchi-copioni-su-la-commedia-umana-del-lavoro-di-daniele-linhart.pdf
https://www.iltascabile.com/societa/la-superumanizzazione-del-lavoro/

Capitalismo/Streeck

Globalismo e democrazia – Wolfgang Streeck – Feltrinelli (2024)


L’obiettivo della rivoluzione neoliberale degli anni settanta era il superamento della crisi di stagnazione del capitalismo, in conseguenza anche delle maggiori richieste di una classe operaia piu’ consapevole di se’, sostenuta nelle sue istanze dalla politica di piena occupazione degli stati.
Il calo dei profitti nei paesi trainanti del capitalismo fu accompagnato da un aumento dell’inflazione e da una crescente domanda di intervento dei sistemi di sicurezza sociale.
L’insieme di tali fattori ha indebolito la disponibilita’ di investimento e deposito dei capitali. Conseguenza di tutto questo fu a sua volta una maggior disoccupazione […]
Il passaggio a una politica economica neoliberista negli anni ottanta rappresento’ un tentativo di rivitalizzazione del capitalismo mediante il disciplinamento della forza lavoro, che in quell’epoca poteva contare sulla tutela di sistemi sociali nazionali.
In vista di tale scopo fu predisposta non solo una ristrutturazione delle politiche sociali, salariali e del mercato del lavoro, ma anche una nuova economia estera di tipo liberale e non piu’ keynesiano.
Con la fine del comunismo negli anni novanta, tale cambiamento fu promosso e portato avanti su un ampio fronte sotto il nome di globalizzazione, come prosecuzione lineare di un lungo, naturale e inarrestabile cammino di progresso dell’umanità verso una societa’ mondiale pacifica e pacificata,unita da un comune sistema di valori universali.

Info:
https://www.fondazionedivittorio.it/lezione-streeck-limiti-potenzialita-della-ue-egemonie-planetarie-popoli-crisi
https://www.doppiozero.com/wolfgang-streeck-neoliberalismo-e-poi

https://www.corriere.it/la-lettura/24_giugno_21/come-sonnambuli-la-guerra-la-lettura-anteprima-nell-app-1af31e72-2fe1-11ef-8a97-996e27b017a2.shtml
https://ilmanifesto.it/uneuropa-svizzera

Societa’/Wagenknecht

Sahra Wagenknecht – Contro la sinistra neoliberale – Fazi (2022)

Il passaggio dalla societa’ industriale a quella del terziario e’ stato dunque favorito da tre processi: l’automatizzazione della produzione, la globalizzazione dei processi produttivi e l’outsourcing.
Mentre il primo processo ha reso l’economia piu’ produttiva ed efficace, per quanto riguarda gli altri due non si e’ trattato di tecnologie moderne, ma di una strategia aggressiva per una nuova distribuzione dei redditi all’interno degli Stati industrializzati: a favore dei proprietari di grandi capitali finanziari e industriali, ai quali e’ arrivata la gran parte dei guadagni delle multinazionali e delle banche, e ai danni del ceto medio, in particolar modo degli operai delle industrie, che hanno dovuto fare ricorso agli uffici di collocamento o si sono reinventati in qualche professione dei servizi malpagata e priva di tutele […]
Molti operai un tempo attivi nelle industrie hanno vissuto un drammatico crollo sociale con la perdita del posto di lavoro e il passaggio all’impiego in servizi poco qualificati: tutto cio’ per cui si e’ combattuto per due secoli – sicurezza, norme collettive, contratti di lavoro standardizzati, possibilita’ di avanzamento, tutto e’ andato perso nel giro di pochi decenni.
E sulla testa di quanti sono riusciti finora a conservare il posto di lavoro nell’industria, rimanendo dunque in un settore al momento piu’ protetto e meglio pagato, pende comunque la spada di Damocle, minacciosa e sgradevole, che possa finire male anche per loro o almeno per i loro figli. Anche perche’ lavoro occasionale e contratti a termine sono entrati prepotentemente pure nelle fabbriche e i salari minimi si sono fatti strada nelle professioni classiche dell’industria.
Continue riorganizzazioni dei processi produttivi e contratti diversissimi per attivita’ pressoche’ identiche minano il senso di coesione tra le maestranze. Anche le possibilita’ di avanzamento per gli operai specializzati ma privi di formazione accademica sono ormai praticamente pari a zero.
Colpisce vedere quanto oggi siano di nuovo diffusi nella classe operaia sentimenti quali la paura, l’angoscia e il senso di vulnerabilita’.

Info:
https://www.lafionda.org/2022/06/15/recensione-di-contro-la-sinistra-neoliberale-di-sahra-wagenknecht/
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2022/05/wagenknecht-lespresso.pdf
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2022/06/wagenknecht-domenica-il-sole-24-ore.pdf
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2022/07/wagenknecht-il-fatto-quotidiano.pdf
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2022/11/wagenknecht-lindice-dei-libri-del-mese.pdf
https://fazieditore.it/wp-content/uploads/2022/07/wagenknecht-avvenire.pdf
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-recensione_di_contro_la_sinistra_neoliberale_di_sahra_wagenknecht/39329_46608/
https://www.sinistrainrete.info/sinistra-radicale/27587-danilo-ruggieri-la-sinistra-alla-moda.html