Indicatori segnalano una chiara tendenza generale: una “recessione” globale della democrazia. Un arretramento di cui abbiamo avuto varie prove negli anni.
Limitazioni della liberta’ d’espressione, inasprimenti dei controlli e delle pene contro chi manifesta in piazza, sospensioni delle fondamentali liberta’ di riunione, e ancora, soggezione della magistratura al potere dell’esecutivo, messa al margine delle assemblee parlamentari nelle decisioni politiche fondamentali, dalle leggi di bilancio alle campagne militari.
Togliere il potere alle corti e al parlamento per darlo tutto al governo, poi togliere il potere al governo per darlo tutto al capo del governo.
La direzione e’ ben nota. Esecutivizzazione del potere, presidenzialismo, fino magari a veder sorgere, all’orizzonte, un novello condottiero delle masse. Non piu’ in divisa ma in giacca e cravatta, o magari in tailleur.
La famigerata sentenza che Vladimir Putin rilascio’ al “Financial Times” nel 2019, secondo cui il liberalismo ha esaurito il suo scopo, sembra assumere i tratti della malefica profezia […]
Da dove viene questa tendenza anti-democratica? Quali forze la mobilitano, quali fattori la rendono così viva?[…]
Il moto anti-democratico si sta verificando in perfetta concomitanza con l’altra fondamentale tendenza che sta segnando l’epoca: la centralizzazione dei capitali in sempre meno mani. Nefasta coincidenza? Scherzo del destino? Non crediamo.
La tesi che viene qui proposta e’ un’altra. Vi e’ motivo di ritenere che la sovrapposizione delle due tendenze sia non “casuale” ma “causale”. Ossia, la centralizzazione dei capitali puo’ esser considerata una causa del recesso democratico in corso […]
Quanto piu’ esclusivo diviene il club dei padroni del capitale centralizzato, tanto piu’ e’ ragionevole supporre che questi avvertano insofferenza verso i contrasti, le mediazioni e i compromessi tipici di ogni democrazia, soprattutto di quelle forme di democrazia assembleare che vedono il coinvolgimento nelle decisioni di una pluralita’ di teste.
Insomma: troppa attivita’ di lobbying da finanziare, troppi politici da sedurre o minacciare, troppo tempo da sottrarre alla formazione del profitto. I pochi padroni del capitale centralizzato, di conseguenza, promuovono e foraggiano modifiche istituzionali, controriforme, mutamenti di regime, atti a semplificare le procedure, ridurre le teste che decidono, centralizzare il potere politico nelle mani di pochi, al limite di uno soltanto. In questo modo, come il club dei padroni si fa piu’ esclusivo, cosi’ le leve del potere politico vengono affidate a una elite sempre piu’ ristretta di decisori.
Il capitale centralizzato plasma la politica a sua immagine e somiglianza. Come in azienda decide il padrone del capitale, in politica deve decidere il servitore del capitale.
Info:
https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2026/03/Emiliano-Brancaccio-Libercomunismo–32ee2769-e26f-444c-ae82-62c0b1660ff9.html
https://ilmanifesto.it/come-mobilitare-lintelligenza-collettiva
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/02/libercomunismo-economia-di-piano-e-liberta-come-sconfiggere-il-capitale/8276470/
https://contropiano.org/news/cultura-news/2026/02/27/solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio-0192301
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/32465-francesco-bugli-solo-un-piano-ci-puo-salvare-su-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio.html
https://www.sinistrainrete.info/sinistra-radicale/32858-pier-giorgio-ardeni-libercomunismo-di-emiliano-brancaccio-un-contributo-al-dibattito.html?utm_source=newsletter_2538&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-sinistrainrete
