Europa/Piketty

Thomas Piketty – Capitale e ideologia. Ogni comunita’ ha bisogno di giustificare le proprie disuguaglianze – La Nave di Teseo (2020)

Nel 2008, il debito europeo non era superiore a quello degli Stati Uniti, del Giappone o del Regno Unito.
Ma la pessima organizzazione collettiva e l’incapacita’ dei paesi europei di creare un titolo di debito comune spiegano gli scarsi risultati macroeconomici della zona euro dopo la crisi del
2008.
E’ incredibile come – facendo tutto da sola – l’Europa sia riuscita a trasformare un collasso finanziario nato nel settore della finanza privata statunitense in una solida crisi del debito pubblico dei suoi paesi membri. Con conseguenze drammatiche per i paesi europei in termini di aumento della disoccupazione e di crescita dei movimenti antiimmigrati, mentre prima del 2008 l’Unione Europea invece si caratterizzava per la notevole capacita’ d’integrazione: la disoccupazione e l’estrema destra erano in calo, e i flussi migratori erano piu’ elevati che negli Stati Uniti.

Info:
https://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2020/06/24/thomas-piketty-capitale-ideologia
https://www.aggiornamentisociali.it/articoli/capitale-e-ideologia-intervista-a-thomas-piketty/
https://www.ilmessaggero.it/libri/capitale_e_ideologia_il_nuovo_saggio_di_piketty_star_dell_economia_pop-5299153.html
http://temi.repubblica.it/micromega-online/piketty-il-capitalismo-non-e-piu-in-grado-di-giustificare-le-sue-disuguaglianze/
https://www.huffingtonpost.it/2018/09/08/lincubo-social-nativista-italiano-potrebbe-molto-rapidamente-riguardarci-da-vicino-piketty-avverte-le-democrazie-europee_a_23520935/

Economia di mercato/Kelton

Stephanie Kelton – La Teoria Monetaria Moderna per un’economia al servizio del popolo – Fazi (2020)

Falchi del deficit o colombe del deficit.
I falchi erano gli integralisti. Prevalentemente repubblicani, ma non solo, i falchi guardavano ai disavanzi fiscali come alla prova schiacciante di una clamorosa mala gestione delle nostre finanze pubbliche. I bilanci devono essere in pareggio. Punto. Qualsiasi squilibrio tra spese e tassazione gli faceva drizzare i capelli. Paventavano un’incombente crisi del debito e reclamavano un’azione rapida per frenare il deficit.
L’etichetta di “falchi” stava a simboleggiare la loro determinazione – almeno retorica – a voler riportare il bilancio in pareggio e azzerare il debito nazionale.
I falchi schernivano i loro avversari, le colombe del deficit, accusandoli di essere troppo accondiscendenti (per l’appunto, pacifici come colombe) nei confronti della minaccia posta dall’accumularsi del debito pubblico.
Secondo i falchi la colpa era da rinvenire soprattutto nei programmi per la protezione sociale – Social Security, Medicaid e Medicare –, mentre le colombe additavano come principali responsabili del debito nazionale i tagli alle tasse per i ricchi e le guerre da migliaia di miliardi di dollari […]
Entrambi consideravano le prospettive fiscali a lungo termine un problema che doveva essere risolto; le loro differenze si riducevano a un disaccordo di fondo su chi (e cosa) ci avesse messo in questo pasticcio e su quanto velocemente avremmo dovuto agire per riparare il danno […]
Quando non si ha l’opzione di una svalutazione esterna (cioe’ della moneta), i paesi perseguono spesso una svalutazione interna come strada per provare a “vincere” nel commercio. Il termine tecnico neoliberale utilizzato per indicare questa particolare strategia e’ riforme strutturali.
Un modo educato di descrivere un’agenda volta a ridurre il costo del lavoro (salari e pensioni) al fine di aumentare la competitivita’ riducendo i costi di produzione. In sostanza, cio’ significa che, invece di indebolire la moneta, un paese decide di indebolire il lavoro.
L’emblema europeo di questa strategia e’ la Germania. Dopo che il governo tedesco ha intrapreso tale strategia all’inizio degli anni Duemila essa e’ riuscita a trasformare i suoi prolungati deficit commerciali in enormi surplus commerciali

Info:
http://osservatorioglobalizzazione.it/recensioni/il-mito-del-deficit-kelton/
https://www.lafionda.org/2020/09/27/il-mito-del-deficit/
https://fazieditore.it/catalogo-libri/il-mito-del-deficit/
https://sinistrainrete.info/articoli-brevi/19308-brian-cepparulo-il-mito-del-deficit-stephanie-kelton-e-la-nuova-frontiera-della-mmt.html

Economia di mercato/Giacche’

Vladimiro Giacche’ – Titanic Europa. La crisi che non ci hanno raccontato – Aliberti (2012)

Dal 2002 al 2010 il mercato del debito a livello mondiale e’ cresciuto a un tasso di crescita annuo dell’11%, dagli 80 mila miliardi di dollari a circa 200 mila.
Nello stesso periodo il prodotto interno lordo mondiale e’ cresciuto del 4% annuo (quello italiano, come e’ noto, praticamente non e’ cresciuto).
Il debito complessivo oggi e’ pari al 310% del prodotto interno lordo mondiale. Si tratta della maggiore accumulazione di debito della storia in tempo di pace. E’ chiaro che si tratta di una situazione insostenibile […]
I governi abbassano la tassazione e poi prendono in prestito da coloro che decidono di non tassare.
Gli interessi sul debito rendono possibile un trasferimento di ricchezza a vantaggio dei detentori dei titoli di debito.
Ovviamente, quanto sopra vale sia per le riduzioni formalizzate delle tasse, sia per quanto riguarda la tolleranza di fatto verso l’evasione fiscale che caratterizza, guarda caso, precisamente i due Paesi che oggi in Europa hanno il piu’ alto rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo: ossia Grecia e Italia.
Anche in questo caso si ha un trasferimento di ricchezza dalla collettivita’ a una parte del settore privato.

Info:
https://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/2034-vladimiro-giacche-titanic-europa.html
https://www.uninfonews.it/il-titanic-europa-affonda-e-lorchestra-suona-ancora/