Societa’/Khanna

Parag Khanna – Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanita’ – Fazi (2021)

Abbiamo paesi ricchi in Nordamerica e in Europa con 300 milioni e passa di anziani e infrastrutture decadenti, a fronte di circa due miliardi di giovani che se ne stanno con le mani in mano in America Latina, Medio Oriente e Asia, potenzialmente preziosi per occuparsi degli anziani e mantenere efficienti i servizi pubblici.
Abbiamo un’infinita’ di ettari di terreno arabile nelle spopolate pianure del Canada e della Russia, con milioni di agricoltori impoveriti in Africa costretti a lasciare le loro terre a causa della siccita’.
Ci sono paesi con sistemi politici eccellenti e pochi cittadini, come la Finlandia e la Nuova Zelanda, ma anche centinaia di milioni di persone che soffrono sotto regimi dispotici o vivono in squallidi campi profughi.
Dobbiamo stupirci, allora, del fatto che ci siano numeri da record di persone che si sono messe in movimento?

Info:
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Europa/Khanna

Parag Khanna – Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanita’ – Fazi (2021)

Di chi e’ la colpa di quello che assomiglia a tutti gli effetti a uno scontro di civilta’ che si snoda lungo le strade delle citta’ europee?
La mancata integrazione degli immigrati e al tempo stesso lo sciovinismo di molti cittadini europei, che non accettano come loro eguali le persone provenienti dalle ex colonie – e, a dire il vero, provenienti da qualsiasi altro luogo al mondo –, si dividono equamente le responsabilita’.
In un caso e nell’altro, la soluzione migliore per integrare i milioni di migranti attualmente presenti sul suolo del continente sembra essere l’attivita’ di agenzie di polizia che reclutino uomini e donne con un background etnico capaci di comprendere le sfumature culturali dei vari gruppi in gioco e di proteggerli l’uno dall’altro.
L’altra ovvia misura, che da tempo attende di essere realizzata, e’ la creazione di programmi massivi di apprendimento linguistico che rendano gli immigrati capaci di diventare funzionalmente autosufficienti e idonei all’ingresso nella vita lavorativa.

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Societa’/Khanna

Parag Khanna – Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanita’ – Fazi (2021)

Fra il declino demografico e le sfide dell’inclusione, queste ultime sono certamente da preferire.
L’immigrazione, stiamone certi, continuera’; la sola domanda da porsi e’ se l’integrazione culturale potra’ avere successo […]
Aumentare le persone corrisponde ad aumentare il potere.
Oggi come oggi la popolazione dell’Asia e’ cinque volte piu’ numerosa di quelle degli Stati Uniti e della UE assieme, e le potenze asiatiche controllano anche le tecnologie piu’ innovative.
Le societa’ occidentali non potranno dunque che continuare a veder scemare il proprio vantaggio economico rispetto all’Asia, a meno che non riacquistino popolazione – e la cosa piu’ probabile e’ che vi riescano proprio grazie agli asiatici […]
L’India ha gia’ il maggior numero di emigrati che vivono all’estero conservando la cittadinanza del paese d’origine (oltre 17 milioni), ben piu’ del Messico (sotto i 12 milioni) e della Cina (sotto gli 11) […]
La guerra per i talenti nei settori della medicina, della tecnologia e in altri ancora ha attirato milioni di famiglie del subcontinente indiano in Gran Bretagna e in Nordamerica, dove la conoscenza dell’inglese ha garantito loro un notevole vantaggio nel processo di integrazione rispetto a migranti di altre nazionalita’ […]
Attualmente ben 3,1 milioni di lavoratori stranieri ad alta qualificazione presenti nei paesi OCSE sono nati in India, un numero piu’ alto dei corrispettivi lavoratori cinesi, che si fermano a 2,2 milioni.
E, a causa del crollo economico che sta per seguire il Covid-19 e i sinistri tassi d’inquinamento del paese, gli indiani sono piu’ motivati che mai a lasciare la patria

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Societa’/Khanna

Parag Khanna – Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanita’ – Fazi (2021)

I maggiori flussi di persone nel mondo si svolgono all’interno di queste regioni organiche.
Il maggiore bacino migratorio, con i suoi 25 milioni di persone, e’ rappresentato dalla regione corrispondente all’ex Unione Sovietica che si estende sull’Europa orientale e l’Asia centrale, seguita dalla circolazione di latinos nell’America centrale e settentrionale (20 milioni) e di africani subsahariani all’interno dell’Africa (15 milioni), di quella di migranti dall’Asia meridionale ai paesi del Golfo Persico (15 milioni), di cittadini della UE all’interno della UE stessa (12 milioni), di arabi e nordafricani nella regione del Medio Oriente e del Maghreb (10 milioni), di europei dall’Est all’Ovest del continente (10 milioni), di migranti del Sudest asiatico nel gruppo di paesi dell’ASEAN (Association of Southeast Asian Nations) (poco meno di 10 milioni) e infine dei meno di 10 milioni di arabi e nordafricani che si sono trasferiti in Europa.
Questo ci suggerisce anche che la divisione binaria dell’umanità in “Nord” (Nordamerica ed Eurasia) e “Sud” (Africa e America meridionale) e’ ancora valida.

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Populismo/Khanna

Parag Khanna – Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanita’ – Fazi (2021)

«Siamo un paese che rischia l’estinzione?
Purtroppo, si’. Un paese che non fa figli e’ destinato a morire».
Pochi leader italiani hanno guadagnato le prime pagine dei giornali come Matteo Salvini, leader della Lega e, per un breve lasso di tempo, vicepresidente del consiglio.
Salvini ama presentarsi come una carismatica icona della Generazione X. I suoi comizi arruffati, le manifestazioni in maniche di camicia e le sessioni di selfie possono durare ore. Salvini si concede anche di fare il dj.
Quando si parla di politica delle nascite, pero’, i suoi successi sono ancora piu’ impalpabili delle sottili scaglie di tartufo bianco per le quali il suo paese e’ famoso.
Malgrado sia sempre stato uno sponsor del “Ministero della Famiglia” per sostenere la maternita’, la quantita’ di lavoratori italiani – uomini e donne – che ha lasciato il paese non ha fatto che aumentare ogni anno dal 1980.

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Societa’/Khanna

Parag Khanna – Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanita’ – Fazi (2021)

La prossima eta’ delle migrazioni di massa, tuttavia, non sara’ una semplice prosecuzione, quanto invece una accelerazione dei processi in corso.
Il vorticare dell’umanita’ non fara’ che diventare piu’ intenso man mano che ciascuna delle seguenti forze, quelle che determinano la nostra geografia umana, acquisira’ progressivamente potenza:
– la demografia, ossia gli squilibri asimmetrici fra un Nord che invecchia e un Sud giovane, capace di offrire la forza lavoro di cui il primo ha bisogno;
– la politica, ossia rifugiati e profughi provenienti da guerre civili e Stati in fallimento, come pure i tanti che fuggono dalla persecuzione etnica, dalla tirannia o dal populismo;
– l’economia: migranti in cerca di opportunita’, lavoratori lasciati a casa dall’outsourcing, impiegati costretti al pensionamento anticipato a causa delle crisi finanziarie;
– la tecnologia, con l’automazione industriale che ridurra’ sempre piu’ i posti di lavoro nelle fabbriche e nella logistica, mentre algoritmi e intelligenza artificiale renderanno sempre piu’ superflui i lavoratori specializzati;
– il clima, infine, che si tratti di fenomeni di lunga durata come l’aumento delle temperature e del livello dei mari e l’impoverimento delle falde acquifere o di disastri stagionali come inondazioni e uragani.

Info:
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Green New Deal/Khanna

Parag Khanna – Connectography. Le mappe del futuro ordine mondiale – Fazi (2016)

L’abitudine di attribuire il consumo d’acqua e le emissioni di gas serra a singoli paesi anziche’ ai diversi comparti industriali e’ un esempio lampante di come il supply chain world distorca la geografia […]
Se anche le supply chain non possono essere identificate con singole entita’ ne’ con luoghi specifici, esse possiedono comunque un’impronta ecologica.
Le maggiori flotte aeree del mondo figurerebbero tra i cinque maggiori produttori globali di gas serra se fossero prese come un singolo paese.
Solo 90 aziende – delle quali soltanto un terzo di proprieta’ pubblica – sono responsabili dei due terzi delle emissioni annuali di gas serra dovute ad attivita’ industriali: fra esse si contano Chevron, Exxon, Shell e BP nel comparto dell’energia, o Walmart e Ikea in quello della distribuzione.
Non meno del 40 per cento delle emissioni “cinesi” e’ attribuibile a imprese occidentali che hanno delocalizzato le loro fabbriche in Cina.
I negoziati sul clima si basano sulla valutazione delle emissioni inquinanti per ciascuno Stato anziche’ sulla distribuzione di tecnologie ad alta efficienza energetica attraverso le supply chain. Ed e’ questa la ragione per cui essi falliscono regolarmente.
Le organizzazioni internazionali e i governi democratici stanno fortunatamente puntando l’attenzione sul modo in cui usare il proprio ruolo e il proprio ascendente nelle supply chain per promuovere la sostenibilita’.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/connectography-parag-khanna-connettivita/
https://www.anobii.com/books/Connectography/9788893250566/011e9f0a9e3362e2e0
https://www.intrattenimento.eu/recensioni/connectography-recensione-parag-khanna/

Geoeconomia/Khanna

Parag Khanna – Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanita’ – Fazi (2021)

L’umanita’ condivide un clima: questo clima e’ stato catastroficamente devastato dall’industria del Nord del pianeta, e il Sud ne ha subito le conseguenze peggiori.
Abbiamo desertificato la terra arabile al Sud mentre al Nord abbiamo terreni fertili che attendono di essere lavorati; abbiamo abitazioni moderne del tutto abbandonate nelle citta’ del Nord e milioni di profughi senza una casa al Sud; abbiamo enorme carenza di manodopera al Nord e un surplus di forza lavoro al Sud […]
Malgrado tutti gli argomenti a favore delle migrazioni di massa, non abbiamo una politica globale delle migrazioni. Al contrario, ci troviamo ad affrontare una gamma crescente di sfide morali, dagli africani che attraversano il Mediterraneo ai latinos che attraversano il Rio Grande, ad altri fenomeni critici.
La migrazione e’ diventata un test di Rorschach politico in quasi tutte le democrazie dell’Occidente, eppure si continuano a ostacolare gli ingressi mentre tanti migranti trovano la morte nel loro cammino verso una nuova speranza di vita.

Info:
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Societa’/Khanna

Parag Khanna – Il movimento del mondo. Le forze che ci stanno sradicando e plasmeranno il destino dell’umanita’ – Fazi (2021)

Se esiste una comunita’ universale di credenti, ebbene questa e’ il calcio.
Il calcio si e’ trasformato fino a diventare una nuova religione, dotata di confessioni istituzionali, sette e adepti.
E’ una fede di devoti obbedienti che spendono tempo e denaro per visitare i luoghi di pellegrinaggio favoriti – Wembley, Old Trafford, il Camp Nou – e venerarne le divinita’, come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo.
Se alcune chiese pentecostali tengono colossali eventi di massa, la scala delle partite di calcio settimanali che si giocano nelle maggiori citta’ del mondo non ha eguali.
Assai piu’ del cricket (la religione sportiva globale della generazione postcoloniale dell’Impero inglese), il calcio e’ una vera comunita’ planetaria di praticanti che dedicano un tempo incomparabilmente maggiore a giocare, guardare, riguardare, commentare e disputare incontri di videogame di quanto un credente potrebbe riservare alla lettura della Bibbia, del Corano o di un’altra sacra scrittura.
Il calcio e’ anche una fede antisegregazionista e che anzi prospera sull’immigrazione. L’ingresso di nuovi talenti dall’estero non e’ biasimato, al contrario e’ celebrato, a volte come l’arrivo di un nuovo Messia a resuscitare le sorti della squadra del luogo.
La nazionale tedesca e’ costituita per meta’ da immigrati; i due terzi dei giocatori della Premier League inglese sono stranieri. Le nazionali e i club europei sono gli araldi di campagne globali come No Room for Racism, Show Racism the Red Card e Kick it Out, che fanno pressione sulle federazioni nazionali perche’ sospendano la partita nel caso di offese a sfondo razziale nei confronti dei giocatori.
A differenza delle religioni di antica origine, che si proclamano egualitarie ma nascondono sistemi profondi di gerarchia e di ingiustizia, la Chiesa del calcio e’ meritocratica (commercialmente parlando) e inclusiva, senza guardare alla razza o alla fede di nessuno

Info:
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Economia di mercato/Khanna

Parag Khanna – Connectography. Le mappe del futuro ordine mondiale – Fazi (2016)

Spendi ora, guadagna domani […] Oggi e’ il momento in cui dobbiamo sia creare i mercati sia metterli in connessione reciproca.
La connettivita’ e’ la piu’ importante categoria di asset del XXI secolo.
Per gli investitori che cercano di capitalizzare il credito facile e di impegnare patrimoni nell’economia reale anziche’ in fantasiosi derivati finanziari non c’e’ nulla di piu’ concreto delle infrastrutture.
L’infrastruttura e’ un asset in grado di generare profitti piu’ alti degli interessi fissi e garantire meno aleatorieta’ delle azioni.
Malgrado, nel breve periodo, richieda indebitamento, in prospettiva non puo’ esserci crescita in sua assenza.
I vantaggi dell’investimento in infrastrutture sono incalcolabili, dal momento che esse creano flussi capaci di promuovere la mobilita’, irrobustire la produttivita’ e innescare la trasformazione sociale […]
A dispetto delle critiche al “sovrainvestimento” mosse dagli economisti occidentali, la Banca Mondiale ha verificato che le connessioni ferroviarie ad alta velocita’ che ora legano piu’ di un centinaio di citta’ cinesi hanno ampiamente favorito la produttivita’, riducendo le distanze fra lavoratori, imprese, mercati e clienti.
Quando anche la crescita cinese di questi asset fissi si ridurra’, i guadagni di una mobilita’ piu’ efficiente resteranno chiari per i lavoratori, per tutti i clienti di Alibaba e per i milioni di turisti e migranti interni che possono contare su trasporti sostenibili da un capo all’altro del paese.
Dall’America del dopoguerra e dalla Cina del XXI secolo va tratta la lezione che l’infrastruttura non e’ un investimento limitato nel tempo, ma un insieme di arterie connettive che richiede di essere costantemente curato. […]
L’investimento in infrastrutture e’ piu’ solido persino delle industrie, dal momento che una strada o una ferrovia non possono essere smontate e portate da qualche altra parte.
Per questo tutti quegli Stati che devono rispondere alla necessita’ di occupare grandi masse di cittadini devono puntare il focus sulle infrastrutture, hard o soft che siano, e in particolare sui settori dei beni non scambiabili e meno soggetti a processi di automazione sul breve termine, quali materie prime, costruzioni, accoglienza turistica, istruzione, salute.
Si tratta dei settori a piu’ alta occupazione del mondo, settori che non possono essere trasferiti altrove, che risentono assai positivamente dei flussi di investimento dall’estero e al tempo stesso danno vita a enormi guadagni economici di secondo ordine per il benessere complessivo di un paese.
La spesa per gli investimenti e’ ripagata dai proventi di gestione.
L’FMI , abbandonato da tempo il verbo dell’austerita’, oggi promuove l’investimento in infrastrutture sostenuto dal debito pubblico, con gli obiettivi dell’occupazione e della produttivita’ attraverso il miglioramento della qualita’ dei trasporti, le telecomunicazioni e altri servizi.

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