Geoeconomia/Guerrieri

Partita a tre. Dove va l’economia del mondo – Paolo Guerrieri – il Mulino (2021)

Si puo’ affermare che sia stata soprattutto la rivoluzione digitale e informatica a favorire la rapida crescita dei paesi asiatici.
Molte imprese dell’area avanzata hanno investito e delocalizzato in questi paesi, per beneficiare non solo dei bassi costi del lavoro ma anche di infrastrutture e istituzioni di buona qualita’.
E’avvenuto cosi’ che paesi rimasti poveri fino agli anni Settanta siano poi riusciti a raggiungere condizioni sensibilmente migliori di reddito e in tempi relativamente brevi, integrandosi nelle catene di fornitura globale organizzate dalle imprese dei paesi piu’ avanzati. E divenendo sempre piu’ importanti sia come mercati che come concorrenti per le imprese europee e americane.
Anche una serie di fattori domestici e le politiche di sviluppo portate avanti in quel periodo hanno avuto un ruolo rilevante nella prolungata fase di crescita asiatica.
Lo ha avuto, in particolare, l’intervento dello Stato, non solo in chiave di direzione e coordinamento ma di intenso protagonismo nell’attivita’ economica. Spingendosi a sostenere e favorire con forti sussidi economici e legislativi imprese perche’ ritenute «campioni nazionali», fino a sovvenzionare interi settori strategici ritenuti fonti di benefici differiti nel tempo.

Info:
https://www.letture.org/partita-a-tre-dove-va-l-economia-del-mondo-paolo-guerrieri
https://archivio.blitzquotidiano.it/libri/italia-che-fine-fara-paolo-guerrieri-scruta-il-futuro-partita-a-tre-dove-va-leconomia-del-mondo-3407568/

Geoeconomia/Guerrieri

Partita a tre. Dove va l’economia del mondo – Paolo Guerrieri – il Mulino (2021)

Il portato piu’ rilevante dell’affermazione dell’economia globale e’ stata la rapida ascesa dell’Asia del Pacifico a terzo grande polo industriale del mondo.
Si e’ trattato di una modifica epocale degli equilibri economici fino ad allora esistenti a livello globale.
E’ ascrivibile, soprattutto, alla crescita della Cina, ma deve includere anche un piu’ vasto insieme di paesi dell’Asia del Pacifico. Al di la’ delle loro differenze, essi hanno condiviso, grazie soprattutto alla nuova rivoluzione digitale, una nuova via allo sviluppo industriale attraverso l’integrazione delle loro economie nel mondo avanzato.
A partire dagli anni Settanta, prima le cosiddette «quattro tigri» dell’Asia orientale – Hong Kong, Singapore, Corea e Taiwan – e, poi, negli anni Ottanta le «nuove tigri», ovvero Indonesia, Malaysia, Filippine e Thailandia, e negli anni Novanta la Cina e, piu’ di recente, l’India hanno sperimentato con successo processi di crescita economica e rapida industrializzazione, accrescendo il loro peso nell’economia e nel commercio mondiali. Con una forte riduzione al loro interno dei livelli di poverta’ […]
Le storie di successo dei paesi asiatici presentano molte differenze tra loro, ma sono rintracciabili alcuni significativi elementi comuni.
Possono essere indicati in estrema sintesi nei seguenti: intensi e persistenti aumenti delle esportazioni e degli investimenti interni; un forte afflusso di investimenti dal resto del mondo, accompagnati da tecnologie e conoscenze (know-how) manageriali; crescenti benefici derivanti dalla frammentazione internazionale del ciclo produttivo attraverso la subfornitura; uno spiccato dualismo tra settore avanzato e settore arretrato, cosi’ da alimentare un grande serbatoio di forza lavoro a basso costo; politiche industriali mirate alla promozione di alcuni comparti trainanti, orientati alle esportazioni.

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Economia di mercato/Guerrieri

Partita a tre. Dove va l’economia del mondo – Paolo Guerrieri – il Mulino (2021)


Ci si chiede da tempo quali possano essere i fattori alla base del pronunciato aumento delle disuguaglianze e divergenze economico-sociali dei paesi avanzati.
Le risposte hanno evidenziato una molteplicita’ di cause. In primo piano figurano le grandi trasformazioni economiche e produttive […].
A partire dal consolidarsi del processo di globalizzazione e della delocalizzazione dei processi produttivi nell’area emergente, che hanno finito per distruggere posti di lavoro e penalizzare i lavoratori meno qualificati negli Stati Uniti e in Europa […]
Un altro contributo all’aumento delle disuguaglianze, altrettanto significativo, e secondo molti addirittura superiore, e’ venuto dalla diffusione delle nuove tecnologie (in particolare quelle legate alle tecnologie digitali) e dai fenomeni di automazione e riorganizzazione delle imprese che ne sono conseguiti […]
Tra le altre cause, va citata, inoltre, la travolgente finanziarizzazione dell’economia avvenuta in questi ultimi decenni. La finanza, nel generare mercati sempre piu’ aperti e interdipendenti a livello mondiale, caratterizzati da forte mobilita’ dei capitali, ha favorito in molti paesi una maggiore concentrazione del reddito e della ricchezza, accentuando ulteriormente le disuguaglianze e marginalizzando fasce crescenti di lavoratori e cittadini.

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Finanziarizzazione/Guerrieri

Partita a tre. Dove va l’economia del mondo – Paolo Guerrieri – il Mulino (2021)


Com’e’ noto i mercati finanziari sono strumenti efficienti per la raccolta e l’allocazione dei risparmi, anche se il loro funzionamento, in determinate circostanze, puo’ generare delle crisi, con fasi di boom e declino che colpiscono singole nazioni o interi continenti […]
Il problema di fondo che le accomuna e’ che i mercati finanziari operano in condizioni particolari, di informazione asimmetrica, e generano quindi problemi definiti di «azione collettiva». Il che significa, in estrema sintesi, che le scelte autonome e individualmente razionali di singoli attori, nel sommarsi, possono produrre un risultato complessivo del tutto irrazionale e negativo per la stabilita’-sopravvivenza del sistema finanziario.
La bolla immobiliare negli Stati Uniti, con la crisi dei famosi mutui subprime, segui’ una dinamica del genere […]
L’innovazione finanziaria e l’entusiasmo per l’assunzione di rischi generano rapidi aumenti del credito, che fanno salire i prezzi delle attivita’, giustificando cosi’ un’ulteriore espansione del credito e prezzi degli asset ancora piu’ elevati all’insegna del «Questa volta e’ diverso» e della convinzione che l’espansione non avra’ mai fine. Poi arriva un tetto all’aumento dei prezzi delle attivita’ e la bolla smette di crescere, dando vita da quel momento in poi al panico delle vendite, al congelamento del credito, all’insolvenza di massa. E col deleveraging (riduzione dell’indebitamento) si arriva poi alla recessione.
Un sistema creditizio non regolato e poco sorvegliato, quindi, e’ intrinsecamente instabile e soggetto a cicliche destabilizzazioni.

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Europa/Guerrieri

Partita a tre. Dove va l’economia del mondo – Paolo Guerrieri – il Mulino (2021)


Il NGEU rappresenta, non vi e’ dubbio, un enorme passo avanti compiuto dall’UE, una vera e propria svolta epocale, in termini di strumenti comuni di politica economica.
Basti ricordare che l’approvazione del nuovo programma ha permesso di superare – si potrebbe dire finalmente – due tabu’ che resistevano da anni nel processo d’integrazione europea: il primo era il rifiuto di qualsiasi forma di emissione di debito comune in quantita’ significativa, come invece prevede il nuovo programma; il secondo, l’opposizione a trasferimenti fiscali espliciti tra paesi membri, pur a carattere temporaneo, quali quelli del NGEU diretti a favorire i paesi piu’ colpiti dalla pandemia e dai suoi costi.
Per riassumere, l’intervento dell’Europa per contrastare la drammatica crisi pandemica ha esteso l’area delle sue politiche e dei suoi strumenti prevedendo investimenti in un piano per la sanita’, risorse per il mercato del lavoro, risorse (molte a fondo perduto) per le riforme e gli investimenti nella crescita verde e sostenibile.
L’azione della BCE, nel frattempo, ha garantito liquidita’ per reagire all’emergenza (circa 2,3 trilioni di euro fino alla primavera del 2022), pur nella consapevolezza che la politica monetaria non potra’ sostituirsi indefinitamente alla politica di bilancio e alle misure strutturali.

Info:
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Stato/Guerrieri

Europa sovrana. Le tre sfide di un mondo nuovo – Pier Carlo Padoan, Paolo Guerrieri – Laterza (2024)

L’intervento dello Stato e’ tornato gia’ da qualche tempo a svolgere un ruolo di primo piano in tutti i maggiori paesi.
Basti ricordare che la pandemia, oltre a rivelare la fragilita’ e la forte dipendenza americana ed europea dalle catene del valore dominate dalla Cina e dalle sue imprese, ha stimolato massicci interventi statali a favore di famiglie e imprese.
E ancor piu’ l’esplosione della questione climatica e i processi di transizione energetica hanno favorito il ricorso a politiche industriali e a interventi ambientali ed ecologici non sempre compatibili con il libero mercato e l’apertura internazionale, come nel caso delle politiche industriali degli Stati Uniti.
Allo stesso tempo, lo sviluppo di comparti industriali ritenuti strategici nell’ambito delle produzioni verdi e digitali (batterie per auto, pannelli solari, semiconduttori) ha incentivato politiche dirette a rafforzare la competitivita’ delle industrie domestiche dei singoli paesi, anche al fine di contrastare l’uso come armi politiche e strategiche offensive (weaponization) delle catene del valore e delle infrastrutture.
Infine, l’influenza crescente dei fattori geopolitici nell’economia ha indirizzato verso politiche di ristrutturazione delle catene globali del valore all’insegna del reshoring e friendshoring.

Info:
https://www.arel.it/wp-content/uploads/2024/04/recensione-Europa-sovrana.pdf
https://www.ilfoglio.it/cultura/2024/06/04/news/il-sovranismo-europeo-spiegato-ai-populisti-lezioni-dal-libro-di-padoan-6608639/

https://eurofocus.adnkronos.com/politics/perche-leuropa-dovra-essere-sovrana-le-idee-di-guerrieri-e-padoan/