Intelligenza Artificiale/Mollick

L’intelligenza condivisa. Vivere e lavorare insieme all’AI – Ethan Mollick – Luiss (2025)

 La AI sembra tanto umana anche perche’ viene addestrata con quello che scriviamo e diciamo.
Nei training data si fanno pertanto strada anche i nostri bias. Come gia’ detto, parte del training deriva dall’open web, che nessuno considererebbe un buon esempio di luogo non tossico dove imparare qualcosa.
I bias scontano inoltre il fatto che si tratti di dati scelti da aziende di AI americane o comunque anglofone.
All’interno di tali aziende, gli informatici sono inoltre prevalentemente uomini, coi loro bias su quali dati sia importante raccogliere. Di conseguenza, la visione del mondo fornita alla AI e’ distorta, in quanto i suoi training data non rappresentano affatto la diversity della popolazione di internet, e ancor meno del pianeta.
Le conseguenze su come percepiamo gli altri e interagiamo con loro possono essere molto gravi, considerando anche che l’AI verra’ sempre piu’ usata in ambiti quali pubblicita’, scuola, spettacolo e giustizia.

Info:
https://www.carmillaonline.com/2025/05/04/scenari-di-intelligenza-condivisa/
https://www.mangialibri.com/lintelligenza-condivisa
https://magia.news/verso-una-interazione-tra-lintelligenza-umana-e-quella-artificiale/
https://edunews24.it/tecnologia/lintelligenza-condivisa-di-ethan-mollick-la-guida-definitiva-allintelligenza-artificiale-per-il-lavoro-leducazione-e-la-creativit

Green New Deal/Floridi

La differenza fondamentale. Artificial Agency:una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale – Luciano Floridi – Mondadori (2025) 


Gli adepti della singolarita’ [o singolarita’ tecnologica: si intende il momento in cui l’Intelligenza Artificiale, migliorandosi da sola, superera’ quella Umana] credono in tre dogmi.
In primo luogo, la creazione di una qualche forma di ultraintelligenza artificiale e’ probabile, o almeno non impossibile in futuro. Per alcuni di essi e’ addirittura prevedibile […]
In secondo luogo, l’umanita’ corre un rischio significativo di essere dominata da questa ultraintelligenza.
In terzo luogo, l’attuale generazione ha la principale responsabilita’ di garantire che la singolarita’ non si verifichi o, nel caso in cui si verifichi, che sia benigna e vada a beneficio dell’umanita’.
I tre dogmi hanno tutti gli elementi di una visione manichea del mondo: il Bene che combatte il Male, toni apocalittici, l’urgenza del “dobbiamo fare qualcosa ora o sara’ troppo tardi”, una prospettiva escatologica della salvezza umana e un appello alle paure e all’ignoranza.
Mettete tutto questo in un contesto in cui le persone sono giustamente preoccupate per l’impatto delle tecnologie digitali sulle loro vite, soprattutto nel mercato del lavoro, nella politica, nei crimini e conflitti informatici, e in cui i mass media riportano ogni giorno l’esistenza di nuovi congegni e disastri informatici senza precedenti, e otterrete in tal modo la ricetta perfetta per un dibattito che provoca distrazione di massa, un oppiaceo digitale per il grande pubblico […]
Ritengo che il credo della singolarita’ non sia ne’ divertente ne’ soltanto irritante dal punto di vista logico, ma anche capace di distrarre in modo irresponsabile dai problemi reali, e talora di proposito.
E’ una preoccupazione tipica del mondo ricco, che puo’ impensierire gli abitanti di societa’ opulente che sembrano dimenticare i veri mali che opprimono l’umanita’ e il nostro pianeta.
Sfortunatamente, la pandemia di covid-19 ha ricordato ai catastrofisti che abbiamo problemi seri, urgenti e tragici. A prescindere da cio’ che pensa Musk, “la nostra piu’ grande minaccia esistenziale” e’ il cambiamento climatico, non una fantomatica ia.
E’ immorale speculare su scenari hollywoodiani quando, gia’ nel 2019, miliardi di persone nel mondo continuano a soffrire per lo scarso accesso all’acqua, a condizioni sanitarie e all’igiene, secondo un nuovo rapporto dell’unicef e dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’. Circa 2,2 miliardi di persone nel mondo non dispongono di servizi di acqua potabile gestiti in modo sicuro, 4,2 miliardi di persone non dispongono di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro e 3 miliardi non dispongono di strutture di base per il lavaggio delle mani.

Info:
https://site.unibo.it/segnalibri/it/recensioni-1/floridi-la-differenza-fondamentale-artificial-agency-una-nuova-filosofia-dell-intelligenza-artificiale
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/04/intelligenza-artificiale-floridi-differenza-fondamentale-news/8305908/
https://investireneimegatrend.substack.com/p/libri-la-differenza-fondamentale
https://concetticontrastivi.org/2025/11/04/non-intelligenza-ma/

Intelligenza Artificiale/Parisi

Le simmetrie nascoste. Perche’ la fisica e’ alle radici dell’intelligenza artificiale di oggi e di domani – Giorgio Parisi – Rizzoli (2026) 


In un mondo in cui enormi societa’ private investono centinaia di miliardi nell’intelligenza artificiale, sono convinto che ci sia bisogno di una forte ricerca pubblica […]
E’ importante che queste conoscenze, questi avanzamenti siano condivisi, perche’ la scienza si sviluppa grazie alla condivisione delle conoscenze, mentre le aziende private tendono a usare solo per se’ i progressi tecnologici che raggiungono […]
Sono necessari centri pubblici dove gli scienziati possano interagire con altri scienziati senza subire restrizioni relative a segreti industriali o militari.
Uno di questi potrebbe nascere in Europa: c’e’ bisogno di una istituzione pubblica per l’IA, una specie di CERN (il centro di ricerca per la fisica delle alte energie, creato nel dopoguerra da dodici Paesi europei vicino a Ginevra), forse su scala piu’ piccola, almeno all’inizio.

Info:
https://ilbolive.unipd.it/it/news/cultura/lintelligenza-artificiale-giorgio-parisi-rottura
https://maddmaths.simai.eu/divulgazione/letture-matematiche/letture-matematiche-le-simmetrie-nascoste-giorgio-parisi/
https://www.iodonna.it/spettacoli/libri/2026/02/08/le-simmetrie-nascoste-giorgio-parisi-nobel-fisica-recensione-libro-serena-dandini/
https://ilmanifesto.it/giorgio-parisi-un-nobel-tra-scienza-e-politica

Lavoro/Susskind

Un mondo senza lavoro. Come rispondere alla disoccupazione tecnologica – Daniel Susskind – Bompiani (2022)


Anziche’ guardare alle facolta’ umane e chiedersi se possano essere replicate da una macchina, un diverso approccio consiste nell’esaminare i compiti stessi per verificare se abbiano caratteristiche che li rendono piu’ facili o piu’ difficili da gestire per una macchina.
Per esempio, se ci troviamo di fronte un compito di cui e’ semplice definire l’obiettivo e dire se quell’obiettivo e’ stato realizzato, e in presenza di molti dati da cui la macchina puo’ apprendere, allora quel compito puo’ probabilmente essere automatizzato […]
Le macchine assumono in misura sempre maggiore compiti che un tempo venivano svolti dagli esseri umani, come a un’“usurpazione dei compiti”. E il modo migliore per vederla in opera e’ osservare le tre principali capacita’ cui gli esseri umani fanno ricorso nel loro lavoro: la capacita’ manuale, quella cognitiva e quella affettiva […]
Capacita’ manuali […]in cui ci si rapporta al mondo fisico, come l’esecuzione di lavoro manuale o la reazione a cio’ che vediamo intorno a noi […]
Capacita’ cognitive […] Oltre a manovrare il mondo fisico, le macchine stanno usurpando in misura sempre maggiore compiti che, finora, avevano richiesto un’abilita’ umana di pensare e ragionare […]
Capacita’ affettive […] Oltre al mondo fisico e alla sfera cognitiva, le macchine stanno usurpando anche compiti che richiedono le nostre capacita’ affettive, la nostra attitudine a provare sentimenti ed emozioni. In effetti, un intero settore dell’informatica, conosciuto come affective computing, e’ dedicato a costruire sistemi che fanno precisamente questo […]
Sempre piu’ spesso le macchine possono eseguire vari compiti senza riprodurre le particolari abilita’ usate dagli esseri umani. Etichettare le mansioni a seconda di come le eseguono le persone ci spinge erroneamente a pensare che le macchine possano eseguirle soltanto nello stesso modo. 

Info:
https://www.ildiariodellavoro.it/un-mondo-senza-lavoro-come-rispondere-alla-disoccupazione-tecnologica-di-daniel-susskind-bompiani-editore/
https://silviazanella.com/2022/12/10/sottolineature-un-mondo-senza-lavoro/

https://sostenibilitaequitasolidarieta.it/daniel-susskind-il-modello-assunzione-carriera-pensione-e-superato-dobbiamo-pensare-a-un-mondo-senza-lavoro/
https://d.repubblica.it/culture/power/2023/09/05/news/daniel_susskind_il_modello_assunzione-carriera-pensione_e_superato_dobbiamo_pensare_a_un_mondo_senza_lavoro-424369276/

Green New Deal/Crawford

Né intelligente né artificiale.Il lato oscuro dell’IA – Kate Crawford – il Mulino (2021)

L’enorme ecosistema dell’IA si basa su molti tipi di estrazione: dalla raccolta dei dati ricavati dalle nostre attivita’ ed espressioni quotidiane, all’esaurimento delle risorse naturali e allo sfruttamento del lavoro in tutto il mondo per costruire e tenere in funzione questa vasta rete planetaria.
E l’IA estrae molto di piu’ da noi e dal pianeta di quanto sia generalmente noto […]
I minerali sono la spina dorsale dell’IA, ma la sua linfa vitale rimane l’energia elettrica. Il calcolo avanzato e’ raramente valutato in termini di emissioni di carbonio, combustibili fossili e inquinamento; metafore come «il cloud», la nuvola, sembrano alludere a qualcosa di fluttuante e delicato all’interno di un’industria naturale e verde.
I server sono nascosti in anonimi data center e le loro caratteristiche inquinanti sono assai meno visibili dei fumi delle ciminiere delle centrali elettriche a carbone.
Il settore tecnologico pubblicizza con forza le sue politiche ambientali, le iniziative di sostenibilita’ e i progetti di gestione dei problemi legati al clima con l’utilizzo dell’IA come strumento di risoluzione di problemi.
Fa tutto parte di un’immagine pubblica, fortemente voluta, di un’industria tecnologica sostenibile senza emissioni di carbonio.
In realta’, serve una quantita’ enorme di energia per far girare le infrastrutture di calcolo di Amazon Web Services o Microsoft Azure, e l’impronta ecologica dei sistemi di IA che girano su queste piattaforme e’ in crescita […]
«Il cloud e’ una tecnologia estrattiva ad alta intensita’ di risorse che converte l’acqua e l’elettricita’ in potenza computazionale, lasciando dietro di se’ una quantita’ considerevole di danni ambientali che poi cela alla vista».
Gestire questa infrastruttura ad alta intensita’ energetica e’ diventato uno dei problemi principali e l’industria ha, senza dubbio, compiuto sforzi significativi per rendere i data center piu’ efficienti dal punto di vista energetico e per aumentare il ricorso a energia rinnovabile.
Ma gia’ oggi l’emissione di anidride carbonica dell’infrastruttura computazionale mondiale e’ pari a quella dell’industria aeronautica al suo culmine e sta crescendo a un ritmo sempre piu’ veloce.

Info:
https://www.doppiozero.com/ia-ne-intelligente-ne-artificiale
https://www.irpa.eu/recensione-a-k-crawford-ne-intelligente-ne-artificiale-il-lato-oscuro-dellia/

https://www.laciviltacattolica.it/recensione/ne-intelligente-ne-artificiale-il-lato-oscuro-dellia/
https://transform-italia.it/ne-artificiale-ne-intelligente/
https://www.questionegiustizia.it/articolo/ne-intelligente-ne-artificiale-il-lato-oscuro-dell-ia
https://medium.com/@g.bientinesi/la-recensione-n%C3%A9-intelligente-n%C3%A9-artificiale-il-lato-oscuro-dellia-k-crawford-9215ab054c85

Economia di mercato/Crawford

Kate Crawford – Né intelligente né artificiale.Il lato oscuro dell’IA – il Mulino (2021)

La durata media di uno smartphone e’ di soli 4,7 anni.
Questo ciclo di obsolescenza alimenta l’acquisto di piu’ dispositivi, moltiplica i profitti e aumenta gli incentivi all’uso di pratiche di estrazione non sostenibili.
Dopo un lento processo di sviluppo, questi minerali, elementi e materiali attraversano poi un periodo straordinariamente rapido di scavo, lavorazione, miscelazione, fusione e trasporto logistico, percorrendo migliaia di chilometri per essere trasformati. Cio’ che inizia come minerale rimosso dal terreno, eliminati i residui e gli «sterili», viene quindi trasformato in dispositivi che vengono prima utilizzati e poi gettati, per finire sepolti in discariche di rifiuti elettronici in luoghi come il Ghana e il Pakistan.
Il ciclo di vita di un sistema di IA, dalla nascita alla morte, ha molte catene di approvvigionamento frattali: forme di sfruttamento del lavoro umano e delle risorse naturali e massicce concentrazioni di potere aziendale e geopolitico.
E lungo tutta la catena, un consumo di energia continuo e massiccio mantiene il ciclo in funzione.

Info:
https://www.doppiozero.com/ia-ne-intelligente-ne-artificiale
https://www.irpa.eu/recensione-a-k-crawford-ne-intelligente-ne-artificiale-il-lato-oscuro-dellia/
https://www.laciviltacattolica.it/recensione/ne-intelligente-ne-artificiale-il-lato-oscuro-dellia/
https://transform-italia.it/ne-artificiale-ne-intelligente/
https://www.questionegiustizia.it/articolo/ne-intelligente-ne-artificiale-il-lato-oscuro-dell-ia
https://medium.com/@g.bientinesi/la-recensione-n%C3%A9-intelligente-n%C3%A9-artificiale-il-lato-oscuro-dellia-k-crawford-9215ab054c85