Storicamente l’ascesa dello stato sociale e’ stata resa possibile dalla crescita dei sindacati, dei fondi di previdenza sociale e dei contributi sociali per pagare questi fondi, ma anche dalla crescita di una tassazione veramente progressiva e da un enorme ridimensionamento del divario salariale, del divario di reddito e del divario di ricchezza.
Conosciamo tutti la storia nei suoi tratti fondamentali, ma a volte le persone dimenticano che molti Paesi hanno assistito all’ascesa dello stato sociale: non soltanto la Svezia, la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, ma anche gli Stati Uniti, che per molti decenni del ventesimo secolo hanno avuto un’aliquota massima di imposta sul reddito all’80 o al 90 per cento.
Dal 1930 al 1980, l’aliquota massima dell’imposta sul reddito e’ stata in media dell’82 per cento.
Il che, a quanto pare, non ha distrutto il capitalismo statunitense. Semmai, e’ stato il periodo in cui la produttivita’ dell’economia statunitense in termini di reddito nazionale per ore di lavoro e’ stata la piu’ alta al mondo, con il divario piu’ ampio rispetto agli altri Paesi.
Perché cio’ e’ avvenuto? Perche’ all’epoca negli Stati Uniti l’istruzione era piu’ diffusa, cosa evidente in una certa misura nel ventesimo secolo.
A meta’ del secolo scorso il divario educativo tra gli Stati Uniti e gli altri Paesi era enorme. Negli anni cinquanta, il 90 per cento dei giovani statunitensi frequentava le scuole superiori. All’epoca, in Germania, in Francia e in Giappone la percentuale andava dal 20 al 30 per cento, e abbiamo dovuto aspettare fino agli anni ottanta per arrivare a un accesso quasi universale alla scuola superiore. Ed e’ questa la chiave della prosperita’.
A meta’ del ventesimo secolo, il fatto di avere un’aliquota d’imposta dell’80 o del 90 per cento sui piu’ alti redditi e sulle piu’ grandi ricchezze ereditate non ha avuto conseguenze negative in nessun ambito importante. Questo ridimensionamento dei divari di reddito, di ricchezza e di salario e’ stato determinato non soltanto dalla tassazione progressiva, ma anche dal salario minimo e da un maggiore ruolo dei rappresentanti sindacali dei lavoratori, che in futuro vorrei avessero molto piu’ potere nei consigli di amministrazione delle aziende.
Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/una-breve-storia-dell-uguaglianza-di-thomas-piketty/
https://www.doppiozero.com/piketty-e-sandel-la-sfida-delluguaglianza
https://www.casadellacultura.it/1305/la-storia-maestra-di-uguaglianza
https://www.repubblica.it/venerdi/2025/04/30/news/thomas_piketty_ricchi_e_poveri_uguaglianza-424157531/
https://www.corriere.it/economia/finanza/20_novembre_25/piketty-l-uguaglianza-conquistatadella-svezia-1cf028a0-2f59-11eb-92d0-88841ccfa2bb.shtml